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ISLAM/ Così i salafiti vogliono sfruttare la debolezza degli Usa

Pubblicazione:giovedì 20 settembre 2012

Le elezioni in Tunisia dopo la caduta di Ben Ali (InfoPhoto) Le elezioni in Tunisia dopo la caduta di Ben Ali (InfoPhoto)

Mancano poco più di 40 giorni alle elezioni presidenziali americane, quindi credo fermamente che dietro ogni rivolta vi sia qualcuno interessato a mettere in difficoltà la posizione di Obama, muovendosi dall’esterno. Probabilmente chi sta mettendo in atto questo piano crede che questo sia il momento propizio, visto che durante la campagna elettorale Obama non potrebbe mai prendere scelte troppo azzardate, come un’azione militare. Non a caso i movimenti di lotta armata legati sia ad al Qaeda che a nuove formazioni stanno agendo proprio in questo momento: anche loro hanno capito che è il momento opportuno per spostare gli equilibri sia interni che esterni.

Chi sta agendo principalmente contro Obama?

Tutti coloro che hanno interesse a dimostrare che il vero nemico è in realtà l’islam. Tutta la politica di Obama è stata impostata con l'obiettivo di comunicare che il nemico non è l’islam, ma i gruppi terroristici. Tale politica ha quindi incoraggiato quei movimenti che hanno permesso di far cadere le varie dittature e ha accettato di vedere al potere un partito chiaramente ispirato all’islam purché venissero garantite delle minime regole democratiche.

Cosa dobbiamo aspettarci dopo le rivolte dei giorni scorsi?

Gli scenari possibili sono essenzialmente due. Nel primo si può ipotizzare un islam che torna al potere ma senza violare i diritti fondamentali democratici e senza imporre a tutti la legge coranica, quindi sostanzialmente un modello di tipo ottomano. Nonostante vi sia dello scetticismo intorno a questa ipotesi, a mio giudizio questa nuova forma di compromesso tra Islam e democrazia creerebbe nuovi equilibri interessanti nel Mediterraneo e in Medio Oriente.

Il secondo scenario?

Nel secondo i gruppi più radicali salafisti riescono progressivamente a imporre il principio secondo cui la legge coranica è la fonte fondamentale del diritto, con tutte le disastrose conseguenze che ciò potrebbe provocare non solo in Egitto ma anche in Tunisia. Bisogna porre la massima attenzione a un'ipotesi del genere perché, se dovesse realizzarsi, è evidente che quelle società che con fatica hanno voluto liberarsi dalle dittature ripiomberebbero in regimi anche più severi e ingiusti.

 

(Claudio Perlini) 



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