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VIGNETTE ANTI-ISLAM/ La doppia morale dei "fratelli" musulmani

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Proteste in Iran contro il film su Maometto (InfoPhoto)  Proteste in Iran contro il film su Maometto (InfoPhoto)

Vale la pena di notare che i fumetti “antislamici” di Charlie Ebdo hanno anche un sottotono antiebraico. Per esempio l’immagine di copertina, che circola largamente sul web, mostra un tale vestito di bianco con un turbante  portato su una sedia a rotelle da un tizio vestito di nero, con un largo cappello e dei riccioli davanti alle orecchie: il primo identificabile con un musulmano, se non proprio con Maometto in persona, il secondo con un ebreo ultraortodosso. Il titolo è “gli intoccabili”, ed entrambi vengono fatti dire: “non devi prendermi in giro”. Gli ebrei in questa storia non c’entrano niente e hanno una delle stampe più libere del mondo, compresa la satira. Ma non risulta che né la comunità ebraica francese né ovviamente il governo israeliano o i partiti che lo compongono abbiano chiesto al governo di proibire la rivista o censurarla. Tanto meno è pensabile che ci siano manifestazioni, minacce, per non parlare dell’assassinio di persone assolutamente senza alcun legame con il “vilipendio”, come i diplomatici americani a Bengasi. 

E bisogna anche ricordare che molto peggio del “vilipendio” è la violenza alle persone, che se gli islamici sono offesi dal film e dalle vignette, noi siamo offesi dalle stragi di cristiani in Siria e in Nigeria, da casi come quello della bambina down arrestata in Pakistan con l’accusa poi risultata falsa di aver bruciato delle pagine del Corano, dalla proibizione generalizzata in tutto il mondo arabo di svolgere cerimonie religiose ebraiche o cristiane e di portare i simboli della propria religione. La tolleranza riguarda innanzitutto la libertà delle persone, non i simboli.

Il problema è tutto qui. Senza dubbio ci sono valori e simboli cui chiunque è attaccato, dalla memoria dei genitori ai simboli religiosi. Ci può essere in certi casi una legittima richiesta di tutela della propria sensibilità. Ma questa deve escludere assolutamente la violenza, deve riguardare i veri responsabili e non altri, non deve escludere la libertà di critica. Bisogna poter dire, perché fa parte della verità storica e del Corano, che Maometto sposò una bambina di nove anni e la possedette a dodici; che dopo aver fatto un patto coi suoi nemici, lo violò appena accumulata la forza per prevalere, che sterminò in un terribile atto di pulizia etnica le tribù ebraiche che rifiutarono di unirsi a lui uccidendo tutti i maschi e facendo schiave tutte le femmine.

Sono atti inaccettabili per noi, come inaccettabili sono molti contenuti del Corano e anche questo si deve poter dire. Bisogna che la satira sia possibile: i suoi confini sono delicati da stabilire, ma nel dubbio è meglio essere liberali che repressivi.

 


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