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Esteri

FRANCIA/ Abbruzzese: vi spiego cosa succede se il Qatar si compra le Banlieues

Parigi, Torre Eiffel - InfophotoParigi, Torre Eiffel - Infophoto

Anche se ragionassimo al netto di qualsivoglia ipotesi di conquista, resta il fatto che l’occidente e, nella fattispecie, la Francia, ha messo parte di sé e delle sue istituzioni in vendita. E’ piuttosto inquietante il fatto che debba fare ricorso a realtà diverse e lontane come gli Emirati Arabi, ma anche l’India o la Cina, per sopravvivere. Oltretutto, dobbiamo vedere cosa la Francia realmente metterà in vendita. Se si tratterà semplicemente di un piano immobiliare, è un conto; ma se affiderà al Qatar parte delle proprie prerogative sociali e legate al welfare, questo rappresenterà la cessione di quota della propria sovranità. E oltretutto, nei confronti di uno stato tutt’altro che democratico

Questo cosa significa?

Che il nostro modello di società, in questo frangente, rischia di entrare in crisi. Ovvero, non riesce a sostenere il proprio welfare e le promesse sociali su cui si era costituito. Se dobbiamo mettere in vendita parte dei nostri Paesi, significa che non siamo in grado di mantenere il sistema socio economico perché non siamo più in condizioni di sostenere i processi che noi stessi abbiamo avviato.

Vuol forse dire che i nostri stati dovrebbero essere un po’ meno democratici?

No, ma soltanto che i processi concreti che abbiamo avviato avrebbero portato automaticamente ad una situazione del genere. E’ una semplice constatazione di fatto.

Come se ne esce?

Il nostri modelli sociali e di welfare devono crescere, adeguarsi alla sfide attuali. Vanno rivisti alcuni parametri, per moltiplicare i soggetti sociali secondo un’ottica sussidiaria, valorizzando il volontariato e smettendola di pensare che lo Stato possa farsi carico di tutto e di tutti.  

 

(Paolo Nessi)

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