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OBAMA & ISLAM/ Introvigne: il presidente Usa sul dialogo impari dal Papa...

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E' necessaria una analisi più sofisticata di quanto si tende a fare. Ci sono problemi irrisolti tra fede e ragione però non appartengono solo ai musulmani fondamentalisti, questi problemi ce li hanno anche quelli che non sono fondamentalisti. Ci vogliono strumenti di esame più sofisticati rispetto a quelli irrealisti del tipo: i musulmani sono buoni e animati dal desiderio della pace, tranne un piccolo manipolo di fanatici. Questa è una analisi ideologica, di cui posso capire la convenienza diplomatica, ma è una analisi sbagliata. Ugualmente sbagliata l'analisi di ostilità per cui tutti gli islamici sono terroristi e tireranno bombe ben presto. In mezzo c'è la necessità di capire più di un miliardo di persone con diversità di tipo storico, locale e così via.

 

Obama sembra essere su quella strada che non analizza a fondo la realtà islamica.

 

La questione è indubbiamente complessa. Certamente Obama sin dall'inizio, con il discorso del Cairo, ha cercato di dare una immagine diversa da quella di Bush con un accostamento irrealista ai musulmani, un discorso ideologico più o meno falsamente ingenuo. In quel discorso si notò una specie di consonanza di accenti fra Obama e il Papa sul tema dei valori comuni e sul tema delle religioni, dimenticando che questi valori comuni hanno senso se hanno fondamento. Per il Papa questo fondamento, lo ha sempre detto con chiarezza, sta nella nozione di diritto naturale. Questa nozione era invece  totalmente assente dal discorso di Obama.


(Paolo Vites) 

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