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LA STORIA/ Droma: a Daadab ho scoperto che musulmani e cristiani hanno un cuore solo

Pubblicazione:giovedì 27 settembre 2012

Un bimbo somalo in un campo profughi Un bimbo somalo in un campo profughi

I workshop sono stati l’occasione per superare le barriere che a priori avrebbero potuto dividerci. Inizialmente temevo molto i rischi insiti nelle differenze religiose e culturali, che potevano essere di ostacolo alle nostre proposte. Tutti i somali sono infatti musulmani, mentre i rifugiati di Dadaab provenienti da Sudan e altre parti del Kenya sono protestanti, e si definiscono i “born again”, cioè i nuovi nati. Ciò di cui ci siamo resi conto nel tempo è che il cuore dell’essere umano è lo stesso a prescindere dalle differenze culturali e religiose.

 

Ciò che conta quindi è rivolgerci a questo nucleo originale. In che modo siete riusciti a farlo?

 

La prima volta che mi sono recato a Dadaab, mi ero proposto di non parlare di religione e tradizioni culturali, ma era molto difficile insegnare a prescindere del tutto da questi temi. Con il tempo mi sono reso conto che l’unico modo per entrare in rapporto con queste persone era il fatto di guardare a ciò che aveva cambiato la mia vita. Nel momento in cui ho iniziato a comunicare questo fatto, mi sono sentito libero nei loro confronti.

 

Che cosa ha cambiato la sua vita?

 

E’ stato qualcuno che mi ha guardato aiutandomi a riconoscere la mia unicità e il mio valore. Non è stato nulla di complicato, ma soltanto uno sguardo umano. Rimettere a fuoco questo mi ha permesso di avere un punto di partenza per guardare nello stesso modo anche i rifugiati somali. Ho capito che l’importante non era il fatto di parlare o meno delle differenze culturali, ma che era sufficiente che sia io sia i rifugiati somali trovassimo una risposta a ciò che cerca il cuore di ogni uomo.

 

Infine, una domanda sulla carestia in Africa Orientale. Sta mietendo ancora vittime o si è placata?

 

Non ho verificato di persona le reali dimensioni della situazione in Somalia, ma dal mio punto di osservazione a Dadaab posso dire che c’è una massa di rifugiati che ogni giorno raggiunge il campo profughi. La situazione di insicurezza riguarda anche l’aspetto militare, con Uganda e Kenya che di recente hanno inviato le loro truppe oltreconfine. E’ probabile che la popolazione somala fugga verso Dadaab anche per questo motivo.

 

(Pietro Vernizzi)



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