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Esteri

CUBA/ Arrestata Ilaria Cavo di Mediaset e altri tre inviati italiani. Il processo per direttissima

Quattro inviati italiani a Cuba tra cui la conduttrice Ilaria Cavo di Mediaset sono stati arrestati dalla polizia cubana e sottoposti a processo per direttissima

Ilaria Cavo, foto InfoPhotoIlaria Cavo, foto InfoPhoto

Ilaria Cavo, volto noto di Mediaset, il suo operatore tv Fabio Tricarico, Domenico Pacile del Messaggero Veneto e il fotoreporter Stefano Cavicchi del Corriere della Sera si trovano in queste ore davanti ai giudici cubani che li stanno processando per direttissima. I quattro inviati italiani sono infatti stati arrestati questa notte a L'Avana. Rilasciati poche ore dopo devono adesso affrontare un processo per direttissima. Non sono chiari i motivi dell'arresto né quale eventuale condanna potrebbero subire. I giornalisti italiani si trovavano a Cuba per intervistare Reiver Laborde Rico, fratello di Lisandra, la ragazza arrestata per aver ucciso la coppia di coniugi di Lignano. Le autorità italiane lo ritengono anche lui responsabile del doppio omicidio, cosa che invece lui ha sempre negato. I nostri inviati lo stavano intervistando nel suo appartamento per un servizio sul caso in questione quando la polizia cubana ha fatto irruzione: i nostri giornalisti avevano addirittura pensato che stessero per arrestare Rico, invece hanno portato via loro. La Cavo è stata invece fermata per strada mentre in macchina tornava al suo albergo dopo aver già girato il suo servizio con il Rico. Portati in una caserma i giornalisti sono stati sottoposti a un interrogatorio durato molte ore, sembra dodici, poi rilasciati ma sempre accompagnati dalla polizia che non li ha mai lasciati soli. Alle quindici ore italiane è poi cominciato il processo per direttissima. Le nostre autorità a Cuba sono allertate e gli stessi giornalisti hanno potuto comunicare con i familiari e con diversi telegiornali via telefono per raccontare quanto stava succedendo. Cavicchi infatti ha parlato con il Tgcom24: "Ora siamo a Camaguey, un paese di 300mila abitanti. Dopo 12 ore di interrogatorio, due ore fa, siamo stati riaccompagnati: io in hotel, gli altri giornalisti sono insieme in una casa, sempre scortati dalle forze dell'ordine. Adesso saremo sottoposti a una specie di processo, non so cosa succederà". L'mabasciata a Cuba e l'unitià critica del ministero degli esteri seguono tutta la vicenda da vicino.