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EGITTO/ Amin (Cnn): Morsi vuole la democrazia? Riconosca le violenze sui cristiani

Pubblicazione:lunedì 3 settembre 2012

Mohamed Morsi, presidente dell'Egitto (InfoPhoto) Mohamed Morsi, presidente dell'Egitto (InfoPhoto)

Più permetteremo loro di integrarsi nella società, più le loro idee diventeranno moderate. Gli stessi salafiti, cioè i gruppi ultra-conservatori, più saranno accettati come parte della nazione e più attenueranno la loro posizione. Ma se cercheremo di marginalizzarli, al contrario diventeranno più radicali.

 

E se fossero salafiti e Fratelli musulmani a voler marginalizzare i cristiani?

 

Morsi aveva annunciato che avrebbe nominato un vicepresidente copto e stiamo ancora aspettando che lo faccia. Nel suo consiglio presidenziale, con mio grande disappunto ha scelto soltanto un cristiano. Mi risulta però che alcuni copti non vogliano né lavorare né unirsi a lui. E’ un’inimicizia di lunga data e non svanirà dall’oggi al domani. Abbiamo bisogno di riconciliazione, dialogo, fiducia reciproca e nessuna concessione a chi fomenta l’odio.

 

Gli islamisti sono davvero disposti al dialogo?

 

Alcune settimane fa si sono verificate delle violenze settarie in Dahshur, e sono rimasta profondamente delusa per il fatto che il presidente non ha riconosciuto che l’origine di questi scontri era l’odio religioso. Morsi ha cercato di liquidare la vicenda come una comune rissa tra due gruppi di persone qualsiasi. Tutto ciò è falso, dobbiamo riconoscere che in Egitto esiste un problema e che i copti sono discriminati. Solo così potremo fare qualcosa per cambiare la situazione, ma se facciamo come gli struzzi e mettiamo la testa sotto la sabbia tutto resterà come prima.

 

(Pietro Vernizzi)



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