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Esteri

CRISTIANI PERSEGUITATI/ Terzi di S. Agata: vogliamo la libertà di culto

In Egitto, durante il funerale di cristiani copti (InfoPhoto)In Egitto, durante il funerale di cristiani copti (InfoPhoto)

Il regime sanzionatorio nei confronti dell’Iran ha per base giuridica le risoluzioni adottate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Lo sviluppo da parte di Teheran di un programma nucleare dal possibile profilo militare in violazione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare costituisce una seria minaccia per gli equilibri e la stabilità regionale, e per la sicurezza globale. Occorre proseguire su questa strada per indurre l’Iran a rispettare gli obblighi derivanti dal Trattato di Non Proliferazione Nucleare e dalle risoluzioni dell’ONU e dell’AIEA. Le sanzioni, comprese quelle adottate dall’Europa, stanno avendo effetto. È quindi fondamentale mantenere la pressione su Teheran.

 

Che cosa sta facendo l’Italia per sostenere lo sviluppo dell’Egitto e trovare nel presidente Morsi un interlocutore affidabile?

 

L’Egitto è un partner di assoluto rilievo strategico, con cui condividiamo solidi legami politici, economici e culturali. Ho incontrato il Presidente Morsi al Cairo lo scorso luglio e mi accingo a rivederlo nei prossimi giorni. L’Italia sostiene il processo politico in corso in Egitto, sottolineando la necessità del pieno rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale e degli impegni derivanti dai trattati, e dei valori democratici fondamentali di libertà, secondo le aspettative legittime del popolo egiziano. Occorre che la Comunità internazionale sostenga il nuovo Egitto in questa fase. L’Italia sta spronando l’Europa ad intensificare gli scambi tecnici, culturali, economici e politici con l’Egitto ed a fornirgli assistenza finanziaria. Il sostegno alla transizione passa, infatti, anche per il consolidamento dei rapporti economici e commerciali. L’Italia è il primo mercato al mondo per l’export egiziano, per un valore di 756 milioni di dollari. Abbiamo avviato una nuova fase di conversione del debito per 100 milioni di dollari e siamo pronti a finanziare un nuovo Programma di aiuto alla bilancia commerciale egiziana. Le nuove Autorità egiziane hanno ribadito la volontà di ripristinare appieno il clima favorevole alla libera impresa ed agli investimenti stranieri. Anche i rapporti di affari possono rivelarsi un importante fattore di stabilità per l’Egitto e per la regione: lavorando insieme, possiamo contribuire a rilanciare l’economia egiziana, incrementando prosperità e benessere e creando lavoro, soprattutto per i giovani.

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