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ELEZIONI USA/ Capretta (Eppc): così lo Stato "deciderà" la partita Romney-Obama

Pubblicazione:venerdì 7 settembre 2012

Barack Obama (InfoPhoto) Barack Obama (InfoPhoto)

Ieri alla convention di Charlotte, Bill Clinton ha lanciato il presidente Obama sottolineando che grazie a lui “stiamo meglio di quatto anni fa”. L’ex presidente ha definito il candidato democratico come “l’uomo che ha posto le fondamenta di una nuova economia”. Mentre James Capretta, esperto americano di politiche economiche dell’Ethics and Public Policy Center (Eppc), intervistato da Ilsussidiario.net, “se gli Usa non hanno ancora agganciato la ripresa, la responsabilità è del presidente Obama. Non ha mantenuto le promesse, e il suo incremento delle tasse è stato di ostacolo alla crescita dell’occupazione”. Per Capretta inoltre “Obama è il presidente più anti-cattolico nella storia degli Stati Uniti, mentre anche sui temi etici Romney è su posizioni diametralmente opposte”.

 

Ha ragione Romney quando accusa Obama per il fatto che l’economia Usa non si è ancora ripresa?

 

Ha assolutamente ragione, per due motivi. Il primo è che il presidente Obama aveva promesso che le sue politiche avrebbero consentito una maggiore crescita, e ciò non è avvenuto. Inoltre, diversi interventi introdotti dal presidente Obama hanno impedito la ripresa. La sua riforma della sanità ha creato un’enorme incertezza nelle aziende che intendevano assumere dei lavoratori. Ha imposto o minacciato di imporre molte nuove tasse, con pesanti ricadute negative sugli investimenti delle piccole imprese. Ha introdotto una serie di lacci e lacciuoli relativi ai controlli ambientali e di altra natura, che hanno a loro volta frenato la crescita dell’occupazione.

 

Anche i 12 milioni di posti di lavoro in quattro anni di Romney rischiano di finire tra le promesse non mantenute, come quelle di Obama …

 

Non è affatto così. I cambiamenti nell’occupazione stanno avvenendo a ritmi estremamente rapidi e ora ci ritroviamo a livelli molto bassi. Quattro o cinque anni fa avevamo molti più occupati di oggi, e non riusciremo a ritornare a quei livelli. Crescendo a livelli normali, c’è quindi spazio abbondante per assumere nuovamente le persone che hanno perso il posto di lavoro. Con una crescita del Pil del 4% l’anno è probabile dunque che si riescano a trovare 12 milioni di nuovi posti di lavoro in quattro anni.

 

La riforma della sanità di Obama ha reso gli Stati Uniti un Paese più vivibile, soprattutto per la classe media e i ceti disagiati?


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