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AFGHANISTAN/ L'esperto: così i talebani possono "rafforzare" Karzai

Hamid Karzai, presidente dell'Afghanistan (InfoPhoto) Hamid Karzai, presidente dell'Afghanistan (InfoPhoto)

L’influenza dell’Iran sull’instabilità dell’Afghanistan è enorme, soprattutto sulla parte occidentale di Herat controllata dagli italiani. Si tratta di una zona che da sempre nella storia fa parte dell’Iran. Sul confine occidentale abbiamo la stessa permeabilità con l’Iran che c’è sul confine orientale con il Pakistan. E’ da qui che passa il sentiero della droga che attraversa Pakistan e Iran, per poi arrivare all’Occidente. Piuttosto ricordiamoci del grande flusso di persone, con uno scambio molto forte tra Afghanistan e Iran prima e ora di ritorno dall’Iran all’Afghanistan. Tutto intorno a Herat ci sono i campi cosiddetti dei ritorni dall’Iran. Gli interessi di Teheran per quell’area sono quindi fortissimi.

 

A Usa e Italia conviene davvero ritirarsi dall’Afghanistan, come annunciato anche da Obama?

 

L’alternativa a ritirarsi dall’Afghanistan è quella di restarvi. Stando così le cose, tutto sommato conviene andare via. Non l’ho mai detto, sono stato sempre un interventista, ma ormai è assolutamente tempo che l’Afghanistan riesca a sviluppare al suo interno una forma di governo autonomo e che questa forma di governo autonomo decida che cosa fare del suo Paese. In termine di missione militare, in undici anni non siamo riusciti a controllare il territorio, e non credo che sarà possibile farlo anche fermandosi per altri undici anni. Di conseguenza i tempi per il ritiro sono maturi, affidando l’Afghanistan a un governo locale che abbia quel minimo di legittimità che ormai è necessario costruirsi dialogando anche con i talebani.

 

(Pietro Vernizzi)

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