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2013/ Dal Giappone: quel che resta di un Natale senza fede

SAKI ITO racconta come si vive e cosa vuol dire il Natale in un Paese non cristiano come il Giappone, dove il Capodanno rappresenta il momento tradizionale per un bilancio dell’anno passato

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Il 2013 è arrivato anche in Italia, accolto da grandi festeggiamenti. Ma vi siete mai domandati cosa possono essere il Natale e il Capodanno in un Paese moderno non cristiano? In Giappone, le religioni più diffuse sono il buddismo e lo scintoismo e i cristiani sono stimati essere meno dell’1% della popolazione. Perciò, il 25 dicembre non è, ovviamente, una festività civile. Vuol dire che non celebriamo del tutto il Natale?
No, lo celebriamo; forse “celebriamo” non è proprio corretto, diciamo che “godiamo” del Natale. Le città sono piene di decorazioni e luci natalizie, ci si scambiano regali e si festeggia. Sotto questo aspetto, non è dissimile da ciò che succede nei Paesi europei. Una differenza che può valere la pena di sottolineare è che la vigilia di Natale è considerata, qui in Giappone, forse la notte più romantica dell’anno e quindi dedicata alle coppie, una percezione che si può sospettare sia stata influenzata dalle canzoni di Natale e dal consumismo commerciale. 
Comunque, tra somiglianze e differenze, anche ai giapponesi non cristiani piace il Natale. Un momento, però. Ma sanno cosa significa, cosa è il Natale? Ne hanno coscienza? Credo che la maggioranza degli adulti sappia di che si tratta e lo riconoscano, ma solo come il retroscena culturale di un evento “di stagione”. Questo non significa che non vi sia anche per i giapponesi un momento in cui riflettere sull’anno passato e fare un bilancio. 
La fine dell’anno e l’inizio del nuovo anno, sono qui tradizionalmente festeggiati in famiglia e rappresentano un momento di riflessione, in cui si visitano santuari e templi, si prega per la propria famiglia, per i propri cari e per quelli che soffrono per catastrofi, come il terremoto che ha colpito l’anno scorso il Giappone orientale, perché non sappiamo quando potrebbe toccarci un destino analogo. 
Quindi, il Capodanno è per i giapponesi ciò che il Natale è per gli europei. Si ha comunque una sensazione un po’ strana in Giappone durante il periodo natalizio: vi è un’atmosfera gioiosa, ma la fede è assente. E’ interessante, tuttavia, l’effetto che questo fa su di me, perché mi porta a rendermi conto più profondamente di quanto il Natale sia realmente speciale per me.
E’ il momento di riflettere sul mio modo di essere durante l’ultimo anno, con la mia famiglia, gli amici, quelli vicini e quelli lontani, i colleghi, i vicini e via dicendo, e di pregare per una guida, che mi permetta di ricambiare l’amore e l’aiuto che mi hanno dato.