BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SIRIA/ Eid: se la guerra diventa religiosa la pace sarà impossibile

Pubblicazione:

InfoPhoto  InfoPhoto

Gli alawiti sono il 12 per cento della popolazione siriana, e se anche li sommiamo a una parte di drusi, di cristiani e degli stessi sunniti, non arriveremo mai ad avere una maggioranza schierata a favore di Assad. E’ un dramma che negli ultimi mesi la rivoluzione siriana si sia trasformata, anche a detta di molte Ong, in una guerra confessionale. Si sono verificati diversi attacchi a quartieri sunniti o alawiti per motivi religiosi. Il regime siriano ha cercato di aizzare questi sentimenti religiosi perché in questo vede la sua protezione. Assad però è ormai finito, è stato abbandonato dalla cerchia dei suoi più stretti collaboratori e dall’inizio della rivoluzione circa 1.500 generali siriani sono fuggiti in Giordania o in Turchia. Un regime così è destinato a crollare dall’interno, e mi chiedo se Cina, Russia e Iran non abbiano niente di meglio di Assad nel Partito Baath o nella nomenclatura del regime.

 

Fino a che punto quella contro Assad è una guerra per la democrazia, e fino a che punto è un capitolo nel conflitto tra sunniti e sciiti in tutto il Medio Oriente?

 

Anch’io temo che la nuova Siria sarà ostile all’intero mondo sciita e allo stesso Iran. Questo non agevola un clima di concordia in una zona che è già soggetta a questi conflitti. In Iraq negli ultimi giorni abbiamo assistito a manifestazioni della popolazione sunnita contro il governo centrale di Baghdad che è ritenuto troppo filo sciita. In Libano la popolazione è spaccata tra una coalizione guidata dai sunniti e un’altra guidata dagli sciiti delle milizie di Hezbollah e Amal. Non vorrei quindi vedere anche in Siria un clima di questo tipo, con il prevalere della spaccatura interna e alla fine della guerra civile su base confessionale.

 

Fino a che punto lo scontro in tutto il Medio Oriente tra sunniti e sciiti è una realtà?

 

E’ una realtà quella che vede l’intera regione dirigersi verso un bipolarismo, l’asse sciita e quello sunnita, ma questo non divide il Medio Oriente in due fronti opposti, bensì i singoli Stati. Esistono infatti minoranze sciite in tutti i Paesi a maggioranza sunnita, come Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi e Turchia. Viceversa esistono minoranze sunnite in tutti i Paesi a maggioranza sciita, come Iran e Iraq. Per questo concepire una guerra finale tra i due principali rami dell’islam comporterebbe una visione veramente apocalittica del futuro della zona. La mia speranza è quindi che nei prossimi due mesi si trovi una soluzione politica per la Siria, che eviti a un Paese così centrale con moltissimi Stati confinanti di giocare il ruolo di detonatore di questo conflitto.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
01/01/2013 - Quale sorte per i cristiani (GIOVANNI PIERONI)

E' preoccupante la sorte dei cristiani in caso di vittoria delle opposizioni. C' è il grave pericolo che una volta via Assad i cristiani finiranno totalmente annichiliti come in Iraq