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CURDI/ Fouad Allam: dietro l’omicidio, i nemici della pace tra Erdogan e Ocalan

Pubblicazione:sabato 12 gennaio 2013

Il premier turco Tayyip Erdogan (InfoPhoto) Il premier turco Tayyip Erdogan (InfoPhoto)

Questo non lo so, nessuno ha delle prove, ma il messaggio va in questa direzione. Questo omicidio è come se dicesse: “Nonostante le trattative, in Kurdistan non deve cambiare nulla”. Si tratta di forze che mandano dei messaggi attraverso la violenza: è un classico della strategia politica, e purtroppo lascia dei morti sul terreno.

 

I nazionalisti curdi sono gli unici a volere lo status quo?

 

Le vecchie forze conservatrici sono ancora legate a concetti ottocenteschi del vecchio nazionalismo. Non riescono quindi a comprendere che le rivolte arabe, checché se ne dica, stanno cambiando totalmente il volto della geopolitica del Medio Oriente. La questione curda diventa quindi centrale di fronte a situazioni molto instabili. Ricordo quanto sta avvenendo in Iraq, e la situazione siriana che non è assolutamente risolta.

 

In Siria i curdi sono più vicini ad Assad che ai ribelli …

 

Questo è quello che si dice, ma non abbiamo informazioni esaurienti che lo confermino. Man mano che la situazione in Siria evolve, cambiano le stesse strategie e il metodo politico delle parti in causa.

 

Che cosa ne pensa delle parole di Erdogan, secondo cui l’omicidio di Parigi è un “affare interno”?

 

E’ possibile che abbia ragione, perché comprendere la logica curda significa entrare in situazioni rispetto a cui ci sono varie fazioni e sensibilità politiche con opzioni e strategie diverse tra loro. Ci sono però anche altre forze esterne, questo nessuno lo sa, noi non abbiamo certezze su chi siano i mandanti. L’unica cosa che possiamo dire è che questo assassinio interviene nel momento in cui sono state avviate delle trattative segrete tra il governo turco e Ocalan.

 

Perché secondo lei la questione curda si sta avviando verso un nuovo capitolo?

 

La Primavera araba rimette in moto queste contraddizioni e riaccende la lotta tra tutte le fazioni politiche. Ciò avviene in particolare dall’interno della questione siriana, in quanto la Siria è il cuore del Medio Oriente dove si focalizzano tutte le contraddizioni non risolte dell’intero mondo arabo nel corso del Novecento. E’ il motivo per cui la situazione è molto complicata e fragile, e potrebbe avere delle conseguenze estreme.

 

(Pietro Vernizzi)



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