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CURDI/ Fouad Allam: dietro l’omicidio, i nemici della pace tra Erdogan e Ocalan

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Il premier turco Tayyip Erdogan (InfoPhoto)  Il premier turco Tayyip Erdogan (InfoPhoto)

Questo non lo so, nessuno ha delle prove, ma il messaggio va in questa direzione. Questo omicidio è come se dicesse: “Nonostante le trattative, in Kurdistan non deve cambiare nulla”. Si tratta di forze che mandano dei messaggi attraverso la violenza: è un classico della strategia politica, e purtroppo lascia dei morti sul terreno.

 

I nazionalisti curdi sono gli unici a volere lo status quo?

 

Le vecchie forze conservatrici sono ancora legate a concetti ottocenteschi del vecchio nazionalismo. Non riescono quindi a comprendere che le rivolte arabe, checché se ne dica, stanno cambiando totalmente il volto della geopolitica del Medio Oriente. La questione curda diventa quindi centrale di fronte a situazioni molto instabili. Ricordo quanto sta avvenendo in Iraq, e la situazione siriana che non è assolutamente risolta.

 

In Siria i curdi sono più vicini ad Assad che ai ribelli …

 

Questo è quello che si dice, ma non abbiamo informazioni esaurienti che lo confermino. Man mano che la situazione in Siria evolve, cambiano le stesse strategie e il metodo politico delle parti in causa.

 

Che cosa ne pensa delle parole di Erdogan, secondo cui l’omicidio di Parigi è un “affare interno”?

 

E’ possibile che abbia ragione, perché comprendere la logica curda significa entrare in situazioni rispetto a cui ci sono varie fazioni e sensibilità politiche con opzioni e strategie diverse tra loro. Ci sono però anche altre forze esterne, questo nessuno lo sa, noi non abbiamo certezze su chi siano i mandanti. L’unica cosa che possiamo dire è che questo assassinio interviene nel momento in cui sono state avviate delle trattative segrete tra il governo turco e Ocalan.

 

Perché secondo lei la questione curda si sta avviando verso un nuovo capitolo?

 

La Primavera araba rimette in moto queste contraddizioni e riaccende la lotta tra tutte le fazioni politiche. Ciò avviene in particolare dall’interno della questione siriana, in quanto la Siria è il cuore del Medio Oriente dove si focalizzano tutte le contraddizioni non risolte dell’intero mondo arabo nel corso del Novecento. E’ il motivo per cui la situazione è molto complicata e fragile, e potrebbe avere delle conseguenze estreme.

 

(Pietro Vernizzi)



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