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Esteri

CASO MARO'/ L'Alta Corte indiana decide domani: processo a Roma o a New Delhi

E’ prevista per domani, venerdì 18 gennaio, la decisione dell’Alta Corte indiana su dove dovranno essere processati i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. 

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E’ prevista per domani, venerdì 18 gennaio, la decisione dell’Alta Corte indiana su dove dovranno essere processati i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. I legali dei fucilieri italiani e lo stesso procuratore del Kerala, Ramesh Babu, hanno fatto sapere che solo domani verrà reso noto chi verrà ritenuto più competente tra Roma e New Delhi per giudicare i due militari. “La corte si pronuncerà domani – ha spiegato il procuratore - Abbiamo discusso il caso molto bene. Ora aspettiamo e vediamo che cosa decide la Corte, perché ora non possiamo speculare sulla decisione dei giudici”. Anche un avvocato italiano ha successivamente confermato all'agenzia Reuters che la decisione verrà stabilità nella giornata di domani. Come è ormai noto, i due membri della squadra militare a protezione della petroliera Enrica Lexie sono accusati di aver ucciso due pescatori indiani lo scorso anno, scambiati per dei pirati. L’episodio è avvenuto al largo della costa dello stato indiano di Kerala e da quel giorno è iniziato il braccio di ferro tra Nuova Delhi e Roma per stabilire se la sparatoria si fosse verificata in acque internazionali, cosa che consentirebbe ai due di essere giudicati in patria. Nel caso in cui la decisione dell'Alta Corte dovesse essere favorevole, infatti, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone potranno dunque essere processati in Italia, altrimenti dovranno essere giudicati da un tribunale del Kerala, ovviamente in base alla legge indiana. Allo scadere del loro permesso natalizio di due settimane, concesso dall'Alta Corte di Kerala, i marò hanno riconsegnato i passaporti al tribunale di Kollam, dove si è svolto parte del processo a loro carico. La stampa indiana aveva successivamente riportato le parole del console generale in India, Giampaolo Cutillo, il quale, dopo il ritorno in India dei militari, aveva fatto notare che l'Italia ha “mantenuto la sua parola” e dimostrato di avere “piena fiducia nel sistema giudiziario indiano”. “Sono sicuro – aveva poi aggiunto - che la gente del Kerala e dell'intera nazione considererà questo gesto che mostra le buone relazioni tra i nostri due paesi”.