BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

NORD AFRICA/ Così la vendetta di Montezuma-Gheddafi sconvolge Libia e Mali

Pubblicazione:giovedì 17 gennaio 2013

Muammar Gheddafi Muammar Gheddafi

Il governo italiano ha sospeso l’attività del consolato a Bengasi in risposta alla situazione in Cirenaica, la regione orientale della Libia. I dipendenti della sede diplomatica stanno facendo ritorno in Italia in queste ore. La scelta è arrivata tre giorni dopo che l’auto blindata di Guido de Sanctis, console generale italiano, è stata colpita da un attentato terroristico. De Sanctis è rimasto illeso, ma il governo italiano ha ritenuto che la sua posizione non fosse più sicura. Ilsussidiario.net ha intervistato Amedeo Ricucci, inviato della Rai per la quale ha seguito le guerre in Libia, Siria e Palestina e la rivolta in Tunisia.

 

Davvero la situazione in Libia è così grave da rendere necessaria la sospensione delle attività del Consolato italiano a Bengasi?

 

Quella del governo italiano è stata una misura cautelativa che si è resa necessaria dopo il fallito attentato contro il console De Sanctis. Il fatto che ci sia stato il precedente del console americano ucciso a dicembre sempre a Bengasi è un fatto che inevitabilmente ha indotto l’Italia a non sottovalutare la situazione. E’ dunque la scelta giusta e la conferma del fatto che la Libia sta attraversando una fase di grandi turbolenze. La situazione non è affatto pacificata, ci sono lotte di potere tra vari clan in corso da quando è finita la guerra.

 

Che cosa sta succedendo nella Libia del dopo Gheddafi?

 

C’è una situazione di generale incertezza e il prevalere, soprattutto in Cirenaica, a Bengasi e a Derna, di gruppi qaedisti o comunque legati alla galassia del fondamentalismo islamico. La loro presenza è preoccupante e ci fa dire che la guerra non è stata chiusa bene. Sono stati impiegati solo sei mesi, ma come in tanti avevano previsto, non è bastato eliminare il Colonnello per riportare la pace e la democrazia in Libia. Gli episodi di Bengasi degli ultimi mesi ne sono la dimostrazione.

 

In che senso, secondo lei, la guerra non è stata chiusa bene?

 

Innanzitutto in questi giorni si è aperta la seconda guerra di Libia, perché è questo il significato dell’intervento francese nel Nord del Mali. Gli avvenimenti che hanno riguardato la fascia saheliana, composta da Mali, Niger e Mauritania, sono tutti legati alla caduta di Gheddafi.

 

In che modo sono legati?


  PAG. SUCC. >