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MARO’/ L'esperto: ora Latorre e Girone vanno processati in Italia

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Massimiliano Latorre e Salvatore Girone  Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

Ora i difensori dei marò potranno motivare la partecipazione dei militari italiani alla tutela dell’Enrica Lexie, che si basava su regole di ingaggio ben precise. Sul piano del diritto internazionale, avere detto che i marò si trovavano su una nave battente bandiera italiana in acque internazionali implica che non c’è giurisdizione indiana. Qualunque fatto commesso da parte di chiunque, dal momento in cui è stato posto in essere in acque internazionali, anche a danno di cittadini di altri Paesi, va giudicato sulla base della giurisdizione della nave, quindi di quella italiana.

 

Che cosa può fare ora lo Stato italiano per fare rispettare la sua giurisdizione?

 

Lo Stato italiano farà valere le sue ragioni di fronte al tribunale speciale di New Delhi. Non siamo sul piano delle controversie tra Stati, per esempio di fronte a un tribunale internazionale che si può accettare o respingere. Ci troviamo invece in una fase di un giudizio che una giurisdizione speciale indiana sta svolgendo nei confronti di due militari che a dire dell’accusa avrebbero commesso dei reati previsti dall’ordinamento indiano. La difesa dei marò per conto dello Stato italiano dovrà continuare a fare valere le tesi che ha sempre sostenuto. E’ un percorso necessario, anche se allunga il calvario di questi due militari che da 11 mesi si trovano agli arresti in India. L’Italia non ha alternative, finora si è rivolta alla Corte suprema e, almeno per metà, ha avuto ragione, anche se si è voluto mantenere comunque il processo in India.

 

Davvero non c’era nessuna alternativa?

 

Quando i due marò erano venuti in Italia e si erano presentati di fronte alla Procura di Roma, qualcuno aveva ipotizzato i pm italiani avrebbero potuto spiccare un mandato d’arresto. In questo modo Latorre e Girone sarebbero rimasti bloccati in Italia e non sarebbero potuti ritornare in India. D’altra parte il governo italiano si era impegnato con l’India, ma i nostri tribunali sono indipendenti dall’esecutivo. L’ipotesi sul mandato d’arresto italiano però non si è realizzata.

 

Resta il fatto che per la Corte suprema i due marò non godono dell’immunità prevista dai militari in questi casi ...

 

Il fatto che la Corte suprema indiana affermi che i due marò non godono di immunità sovrana nella loro funzione non significa che questa tesi non si possa controbattere. Dal mio punto di vista è sbagliata, ma prima di contestarla devo leggerne le motivazioni che finora non sono ancora state pubblicate.

 

(Pietro Vernizzi)



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