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ALGERIA/ Padre Becker (monaci di Tibhirine): noi cristiani non temiamo la violenza

Pubblicazione:domenica 20 gennaio 2013

Alcuni dei monaci uccisi in Algeria nel 1996 Alcuni dei monaci uccisi in Algeria nel 1996

Oggi i cristiani in Algeria, ci dice ancora padre Becker, sono sempre un piccolissima minoranza, ma "viviamo normalmente in mezzo agli islamici, senza difficoltà. Tra di noi ci sono africani e italiani soprattutto, in Algeria ci sono molte aziende italiane, francesi e spagnole, ma quelli che si fermano in chiesa con noi sono essenzialmente gli italiani e gli africani, studenti e immigrati". 

Ci sono anche molti egiziani: "Qui da noi abbiamo anche un sacerdote copto proveniente dall'Egitto, ci sono molti egiziani copti in Algeria. Condividiamo la nostra comune fede cristiana, tanto che offriamo loro la nostra cattedrale per le loro funzioni. Proprio stanotte i cristiani copti si riuniranno in cattedrale, la chiesa sarà piena di arabi che cantano in arabo". Padre Becker sottolinea la dimensione gioiosa dei cristiani algerini: le nostre chiese sono piene di africani che cantano sempre con gioia e gratitudine". 

Alla fine però rimane sempre il commosso ricordo dei monaci rapiti dal monastero di Tibhirine e poi trucidati: "Il monastero è più vivo che mai, ancora oggi tutto è rimasto come era allora. E' una memoria viva nella vita della chiesa algerina".



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