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TURCHIA/ Selin Sanli (Tv turca): Francia e Germania soffiano sul terrorismo curdo

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Terroriste curde del PKK  Terroriste curde del PKK

Shahin ha dichiarato che in Germania e in Francia alcune organizzazioni legate al PKK sono riconosciute e sostenute. Fondazioni e partiti servono da copertura per l’organizzazione terroristica presente in Europa, ed è contro questo fatto che ha puntato il dito Shahin. Secondo il governo di Ankara, Hollande e la Merkel devono estradare questi ricercati in Turchia. Si tratta di terroristi, non di curdi, noi non abbiamo niente contro il popolo curdo, ma uno Stato non può riconoscere un’organizzazione sovversiva.

 

Eppure il PKK sembra pronto a rinunciare alla lotta armata …

 

Il PKK vorrebbe deporre le armi, 600mila morti in 30 anni sono troppi anche per loro, è una tragedia enorme per entrambe le parti. Abbiamo versato troppo sangue, troppe lacrime e troppo dolore. Il problema però è che ci sono tanti terroristi anche in Germania che appartengono e operano nel nome del PKK, trovano fondi, inviano denaro, sono sostenuti dal governo della Merkel e sono liberi di compiere quello che vogliono. Un terrorista curdo non è un terrorista soltanto in Turchia, ma è pericoloso anche in Germania. Il governo di Berlino dovrebbe quindi restituire questi ricercati alla Turchia, o comunque non dovrebbe permettere che operino nel nome di una fondazione per ingrossare le fila del PKK in Turchia.

 

Quindi lei vuole dire che dietro l’uccisione delle tre donne curde a Parigi ci sarebbero i servizi segreti francesi?

 

Sono scenari probabili, ma non posso dirlo con certezza perché non ne ho le prove. La polizia francese non è ancora riuscita a spiegare chi abbia commesso l’omicidio, finora non ha trovato indizi e quindi sono tante le piste possibili. Il sospetto di Shahin è che dietro ci siano i servizi segreti francesi e tedeschi, il cui obiettivo sarebbe sabotare la trattativa tra Turchia e PKK. Mi rendo conto che lo si possa trovare assurdo, ma purtroppo sono cose che succedono. Di recente è stato assassinato un mafioso di origini curde, che vendeva le armi al PKK comprando droga. Il suo obiettivo probabilmente era fermare la trattativa in corso per alimentare nuovamente l’odio dell’organizzazione terroristica contro lo Stato turco.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
22/01/2013 - Commento Selin Sanli (deir zarian)

Leggo con stupore e incredulità i commenti di questa giornalista, in un articolo precedente si compiaceva come vera fortuna la non entrata del suo paese in Europa e asseriva che i turchi non sono arabi (questo è vero! i turchi hanno commesso il primo genocidio del ventesimo secolo e lo negano spudoratamente da 97 anni invece gli arabi sono stati soggiogati dai turchi per ben 400 anni) e ora dichiara "per gran parte della nostra storia abbiamo convissuto pacificatamente con i curdi" inoltre " le notizie di omicidi e torture ai danni dei curdi sono false" ma và! Ma dove vive questa giornalista, su marte? o crede che i lettori di questo giornale vivano su marte! Si faccia un giro alle prigioni di Dyarbakir (La vecchia città di Dikranagerd fondata nel 70A.C.dal re armeno Dikran) piutosto di vacua propaganda ci parli dei migliaia prigionieri curdi e non in sciopero di fame!ci parli del omicidio di don Santoro,di don Padovese del giornalista Dink, ci dica qualcosa sul famigerato articolo 301 "turchicità" che ha fatto fuggire il nobel Pamuk , ci dica perchè è stato smantellato il monumento di amicizia armeno turca a Kars!e mi fermo qui. I turchi non hanno convissuto pacificatamente con nessuno. Hanno massacrato tutti i popoli che hanno potuto dominare siano essi correligionari o non basta leggere la loro terribile storia millenaria su un qualsiasi libro di testo oppure far parlare gli Assiri Armeni Arabi Bulgari Caldei Curdi Greci Serbi Veneziani...! Grazie per l'attenzione.