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Esteri

ELEZIONI ISRAELE/ Tramballi (Sole 24Ore): lo "scontro" laici-ortodossi decide il futuro di Netanyahu

Benjamin Netanyahu (InfoPhoto)Benjamin Netanyahu (InfoPhoto)

I partiti nazional-religiosi, che comunque hanno fatto registrare anche loro un discreto successo, sono tornati a evidenziare questa contrapposizione tra nazionalismo religioso e quello laico. In più bisogna considerare anche il ruolo degli “haredim”, i timorati, gli ultraortodossi, a cui la società civile vuole togliere tutti i benefici di cui hanno potuto godere fino ad oggi, come l'esenzione dal pagamento delle tasse e dalle armi, quindi dalla difesa del Paese. Ecco, credo che il successo di Lapid risieda principalmente in questo, vale a dire in un fronte laico molto ampio, che va da sinistra al centro fino a una parte della destra, che ha votato proprio sulla base di questo scontro con l’elemento ultraortodosso della società israeliana.

Netanyahu ha dichiarato di voler adesso creare “la coalizione più ampia possibile”. Quali difficoltà dovrà affrontare?

Della questione palestinese non si è parlato molto in questo periodo elettorale, ma è evidente che è ancora fortemente presente. Gli americani, gli europei e la diplomazia internazionale riporteranno quindi al centro dell’attenzione tale dibattito, chiedendo agli israeliani un ritorno alla trattativa. Assisteremo dunque a una forte pressione statunitense affinché Netanyahu rinunci all’alleanza “naturale” con gli ultraortodossi e con Bennett e cerchi invece di fare un’alleanza aperta al centrosinistra, dai centristi fino ai laburisti.

Come si tornerà invece sulla questione iraniana?

Curiosamente Netanyahu ha evitato l’argomento durante la campagna elettorale, nonostante il tema del bombardamento dei siti nucleari iraniani sia stato il suo grande cavallo di battaglia in questi ultimi due anni. Adesso però, una volta vinte le elezioni e formato il governo, anche questo tema dovrà essere affrontato e Netanyahu, nel messaggio postelettorale, ha già elencato cinque punti in cui compare proprio questo argomento. 

Senza il pieno consenso che avrebbe voluto, Netanyahu incontrerà maggiori ostacoli?

Questo è sicuro. Se Netanyahu avesse vinto in maniera più convincente avrebbe certamente potuto affrontare la questione iraniana con molta più forza. Con questo risultato, invece, senza un pieno consenso nazionale, Bibi si ritrova sostanzialmente solo a dover attuare un’operazione militare che in tanti considerano sbagliata ed estremamente pericolosa.

 

(Claudio Perlini)

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