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MALI/ L'esperto: il neocolonialismo di Francia e Italia è una scelta anti-storica

L’Italia fornirà supporto logistico tramite i suoi aerei nella guerra in Mali per un periodo di due mesi, estendibile a tre. ANGELO DEL BOCA commenta la decisione della Camera dei deputati

Blindati francesi in Mali Blindati francesi in Mali

L’Italia fornirà supporto logistico tramite i suoi aeroplani nella guerra in Mali per un periodo di due mesi, estendibile a tre. E’ quanto ha deciso la Camera dei deputati, in linea con la risoluzione 2085 delle Nazioni unite. Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha spiegato che non ci sarà “nessun intervento militare dell’Italia”, in quanto “non è previsto nessuno spiegamento di forze militari italiane nel teatro operativo”. Intanto le forze del Ciad ieri sono avanzate verso il confine del Mali, dalla capitale nigeriana di Niamey, con l’obiettivo di supportare le truppe francesi. Ilsussidiario.net ha intervistato lo storico Angelo Del Boca, primo studioso a denunciare le atrocità delle truppe italiane in Libia ed Etiopia.

Professor Del Boca, come valuta quanto sta avvenendo in Mali?

Quanto sta avvenendo in Mali rappresenta il finale della guerra di Libia. Quando Gheddafi è caduto i suoi sostenitori, e in modo particolare i tuareg e numerosi qaedisti, hanno lasciato il Paese si sono riversati nella zona a Nord del Mali, che da anni considerano come la loro patria.

Per quale motivo al Qaeda si sta rafforzando nell’Africa sub-sahariana?

Il rafforzamento di Al Qaeda nell’Africa sub-sahariana è proprio il risultato della guerra di Libia. Nel Paese di Gheddafi si erano ammassati milioni di tonnellate di armi, che adesso sono sparpagliate per tutto il Sahel e per l’intera Africa sub-sahariana. Chi approfitta di questo sono quindi Al Qaeda e gli islamisti, che sperano di ottenere una rivincita dopo le sconfitte subite di recente, non da ultimo con l’uccisione di Osama Bin Laden.

Che cosa accadrà?

Penso che finiremo per rimpiangere Gheddafi. La sua presenza stabilizzava la situazione e, pur utilizzando metodi duri come il carcere, è riuscito per decenni a rendere meno pericolosi i movimenti islamisti della zona.

Per quale motivo il nuovo governo libico non riesce a controllare la situazione?

Per il nuovo governo libico è difficile stabilizzare la situazione perché ci sono troppe armi in giro e sono presenti troppe fazioni che detengono queste armi e che quindi vogliono una parte di potere.

Che cosa ne pensa dell’intervento della Francia in Mali con il supporto logistico dell’Italia?