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EGITTO/ Magdi Allam: per colpa dei Fratelli musulmani rischiamo una nuova guerra

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Certamente. Tutto quello che sta accadendo è proprio la rappresentazione di questa realtà che sta sfuggendo di mano e che è stata favorita da alcuni eventi e circostanze. Anche da errori e da connivenze dell'Occidente, degli Stati Uniti.

C'è stata una escalation di violenze, anche dopo la caduta di Mubarak e la cosiddetta “primavera araba”. Come è disegnato il potere in Egitto?

Ci sono due forze principali. L'esercito, le caserme, di tradizione laica, che è collegato a quella parte di popolazione che riesce a vivere, che forzatamente potremmo chiamare ceto medio. L'altra forza è quella delle moschee, ormai trasformate in arsenali, che raggruppano tutti i disperati, i poveri. Sono diventate dei poli di aggregazione dei diseredati.

In questo momento, sembra che l'equilibrio penda dalla parte delle moschee. Il passaggio di regime non è servito a creare una democrazia.

In questo momento prevalgono le moschee. Mubarak era un'espressione del potere dell'esercito e anche i governi dei “rais” si reggevano sulla repressione. Ma una parvenza di Stato c'era. Non si può dimenticare che Sadat riesce a fare la pace con Israele. Oggi nelle moschee ritorna il fondamentalismo dei Fratelli musulmani, che non conoscono diritto internazionale, democrazia, diritti delle persone, che pensano che la legge islamica deve essere il principio di tutto. In questo passaggio mal guidato, la precarietà è diventata una regola, con tutti i drammi e i rischi che comporta. 

Ma come si è potuto realizzare questo passaggio a una situazione talmente precaria?

Qui emerge la miopia politica o addirittura la connivenza degli occidentali. E' nel 2005 che gli Stati Uniti cominciano a essere preoccupati per le guerre in Afghanistan e in Iraq. Lì si apre un dialogo, una sorta di “patto scellerato” con i Fratelli musulmani, che sono i contendenti, all'interno del fondamentalismo islamico, dei jhiadisti, di Al Qaeda, dei salafiti. Alle elezioni del 2005, in Egitto, i Fratelli musulmani prendono ben 88 deputati. Cambia in questo modo lo scenario dei Paesi del Medio Oriente e dell'Egitto in particolare.

Dove può sfociare una simile situazione?

Io temo che ci sia il rischio di una nuova guerra in Medio Oriente. Israele è come circondata e i toni di guerra si stanno alzando. Basta pensare all'Iran, alla Siria, dove i Fratelli musulmani ormai stanno passando e si continuano a uccidere cristiani, a Hamas. Ma anche in Turchia ci sono ventate fondamentaliste. E' difficile pensare che una simile situazione possa essere controllata. Per questa ragione sono pessimista.

 

(Gianluigi Da Rold)



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