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Esteri

MALI/ Olimpio: tuareg, contrabbandieri e qaedisti: vi spiego cosa accade nel Sahel

Mezzi francesi in MaliMezzi francesi in Mali

Le Primavere arabe hanno favorito delle spinte radicali e la diffusione delle armi. I saccheggi dei depositi di Gheddafi hanno permesso a separatisti e terroristi di utilizzare armi molto più sofisticate, che hanno consentito loro di andare all’assalto. Ora sono in ritirata, anche se non sarà facile debellare la loro presenza.

 

Per lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun, “la Primavera araba non è ancora terminata e continuerà per anni, purtroppo con una lunga scia di massacri”. E’ d’accordo con lui?

 

Certamente la Primavera araba non può finire in un anno o due. Si tratta di Paesi che sono sempre stati dominati da dittature, e adesso dispongono di sistemi diversi. Sistemi che non sono perfetti, in un contesto dominato da islamisti di varia tendenza e privo di una cultura che possa favorire anche dal punto di vista pratico delle forme di democrazia. E’ inevitabile quindi che le tensioni continuino nel tempo. A lungo termine dobbiamo essere ottimisti, ma nel medio ci dobbiamo ancora aspettare una fase di instabilità.

 

Fino a che punto i massacri cui stiamo assistendo sono inevitabili?

 

Come vediamo anche in Egitto, la transizione per cause diverse e anche non di tipo politico, provoca delle vittime. I massacri dipenderanno da zona a zona, sicuramente la Siria è un teatro nel quale ci dobbiamo aspettare ancora grandi spargimenti di sangue. In Egitto è difficile prevederlo, ma sicuramente nel contesto medio-orientale ci sarà ancora una fase di instabilità e violenza. Non si possono mettere però tutti quanti sullo stesso livello.

 

Ciò a cui stiamo assistendo è una reale transizione verso la democrazia, o si tratta di colpi di Stato con dittature che sostituiscono altre dittature?

 

Quella cui stiamo assistendo è una fase senza certezze, in cui si rovescia il dittatore e quello che viene dopo è tutto da definire. Non c’è una forza dominante, ma una serie di entità che si ribellano. Fatalmente ci possono essere poi delle derive molto pericolose. Vorrei però sottolineare un aspetto che in molti dimenticano.

 

Prego …

 

Noi occidentali non possiamo pensare di condizionare questi movimenti. Quando si sollevano popoli interi, nessuna forza esterna può illudersi di riuscire a fermare la rivoluzione. Nessuno ha o aveva la forza di bloccare i movimenti che si sono prodotti in Nord Africa. Anche con l’appoggio dell’Occidente, Mubarak sarebbe stato costretto a cedere perché ormai la rivolta era innescata e nessuno poteva fermarla.

 

(Pietro Vernizzi)

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