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MALI/ Olimpio: tuareg, contrabbandieri e qaedisti: vi spiego cosa accade nel Sahel

Pubblicazione:martedì 29 gennaio 2013

Mezzi francesi in Mali Mezzi francesi in Mali

Dal Mali all’Egitto, il Nord Africa e il Sahel attraversano una nuova fase drammatica caratterizzata da guerra civile e scontri violenti. Ieri le truppe francesi e maliane hanno riconquistato la città di Timbuctu, patrimonio dell’Unesco, sotto il controllo dei fondamentalisti dal giugno 2012. Questi ultimi prima di andarsene hanno dato fuoco a una biblioteca con manoscritti antichissimi. Mentre in Egitto non si fermano le violenze, nel corso di proteste che hanno visto mescolarsi il fanatismo calcistico degli hooligan con la protesta contro il presidente Mohammed Morsi. Ilsussidiario.net ha intervistato Guido Olimpio, inviato del Corriere della Sera ed esperto di terrorismo internazionale.

 

Partiamo dall’incendio della biblioteca di Timbuctu. Come si spiega l’odio degli islamisti per tutto ciò che è diverso da loro?

 

Intanto bisogna avere delle conferme sull’entità dei danni. E’ stato detto che ci sono stati dei libri bruciati, ma preferirei essere cauto perché altre fonti sostengono che i libri erano stati tolti prima che arrivassero i fondamentalisti. A parte questa premessa, gli islamisti nel Nord del Mali hanno cancellato dei simboli antichissimi, in quanto la loro è un’interpretazione estremamente rigorosa e oscurantista della religione, e quindi considerano queste presenze come degli idoli che vanno distrutti. E’ per questo che fanno tabula rasa nei confronti di tutto ciò che può rappresentare qualcosa di alternativo ai precetti dell’Islam.

 

Quanto sta accadendo in Mali è legato al fenomeno delle Primavere arabe o è una realtà diversa e a sé stante?

 

I problemi del Nord Mali affondano le radici in una situazione che dura da anni. La rivolta dei tuareg, che combattono e chiedono il rispetto dei loro diritti a lungo repressi, crea una forte realtà secessionista. Come sempre accade, su una crisi locale si innesta poi una presenza di gruppi estremisti terroristici, come Al Qaeda nel Maghreb, e anche dei traffici di altra natura.

 

A che cosa si riferisce?

 

L’area al confine con Mali, Libia e Algeria è una zona dove è praticato il contrabbando di armi, sigarette, alcolici e cocaina. Si tratta di merci proibite che provengono dal Sud America e che poi proseguono verso l’Europa. C’è quindi una condizione che impedisce di distinguere le reali responsabilità dei singoli gruppi coinvolti.

 

Quindi le Primavere arabe in Mali non hanno giocato nessun ruolo?


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