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Esteri

PAKISTAN/ Drone Usa uccide il mullah Nazir, "signore della guerra"

Un drone americano ha ucciso nella notte il mullah Nazir, comandante militare delle milizie talebane legate ad Al Qaeda insediate nella cintura del Waziristan

Immagine d'archivioImmagine d'archivio

Un missile lanciato da un drone americano ha ucciso nella notte il mullah Nazir, comandante militare delle milizie talebane legate ad Al Qaeda insediate nella cintura del Waziristan, considerato uno dei più importanti “signori della guerra” dell’area. Colpito mentre si trovava a bordo della propria auto a Sar Kanda, nell'area di Birmil, il mullah Nazir ha perso la vita insieme ad altri cinque miliziani, tra cui figurano i nomi di due comandanti locali, Atta Ullah e Rafey Khan, almeno secondo quanto ha riferito all'Afp un alto responsabile della sicurezza. I droni statunitensi avrebbero compiuto nelle ultime 24 ore anche un altro raid, uccidendo quattro insorti nel distretto tribale vicino del Waziristan del nord: fonti di sicurezza locale fanno sapere che il bilancio dei due attacchi è di almeno dieci vittime. Il mullah Nazir, quarant’anni, considerato il maggior “signore della guerra” del Waziristan del sud, era stato già in passato obiettivo di diversi raid aerei che avevano portato alla morte molti dei suoi uomini. A fine novembre, invece, era riuscito a scampare a un attentato suicida avvenuto a Wana, città più importante della regione. Il mullah Nazir rimase a Kabul fino alla caduta del regime talebano, nel 2001, dopo essersi unito alla jihad contro gli “invasori” durante l’occupazione sovietica dell’Afghanistan. Poi, dopo l’inizio di "Enduring Freedom", nome in codice utilizzato dal governo degli Stati Uniti per designare alcune operazioni militari lanciate in risposta agli attentati dell'11 settembre 2001, lo stesso mullah fu nominato a capo dei militanti dell'etnia Wazir. La prima fase dell’operazione Enduring Freedom ebbe inizio il 7 ottobre 2001, quando si registrarono intensi bombardamenti aerei britannici e americani a sostegno della resistenza anti-talebana dell'Alleanza del Nord. La prima roccaforte a cadere fu quella di Mazar-i-Sharif, il 9 novembre, seguita dalla capitale Kabul, tra il 12 ed il 13 novembre. Pochi giorni dopo, il 25 novembre, cadde anche Konduz ed il 7 dicembre Kandahar. Dopo l’avvio di importanti operazioni della coalizione, anche per sostenere il nuovo governo democratico guidato da Hamid Karzai, il 5 ottobre 2006 il controllo dell'Afghanistan è ufficialmente passato alla missione ISAF a guida NATO.