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ELEZIONI GIORDANIA/ Mons. Lahham: il re e i cristiani hanno sventato il "golpe" dei Fratelli musulmani

Pubblicazione:mercoledì 30 gennaio 2013 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 30 gennaio 2013, 12.03

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Però l'apposita commissione elettorale istituita dal re ha controllato l'andamento del voto ed espresso un giudizio positivo. 

Esattamente. Ci tengo poi a sottolineare il grande impegno della Chiesa giordana e dei suoi fedeli per invitare la popolazione a recarsi a votare, un impegno che è stato fruttuoso e ha evitato una situazione pericolosa per la Giordania, un impegno mirato a ottenere un risultato di equilibrio democratico.

 

In Giordania vivono moltissimi palestinesi profughi dalle loro terre: sono andati a votare che lei sappia?

Dipende perché in Giordania ci sono due tipi di palestinesi, quelli che hanno il passaporto giordano detto speciale e quelli che hanno passaporto giordano, ma che non permette di votare. I primi hanno certamente votato.

 

Per le forze moderate?

Difficile dirlo, molto difficile, non posso e non voglio sbilanciarmi su questo dato. 

 

Adesso secondo lei come potranno essere i rapporti con i Fratelli musulmani? Continueranno il loro tentativo di boicottare le istituzioni?

Dobbiamo sperare che i rapporti si evolvano in modo positivo. Con il loro atteggiamento durante la campagna elettorale hanno dimostrato di aver messo su una vera e propria commedia per confondere il popolo, anche perché poi alcuni di loro anche se dietro ad altri simboli si sono comunque fatti eleggere in parlamento. Ci sono infatti 18 deputati eletti che sono in qualche modo legati a loro. Ma dobbiamo aspettare di vedere come si evolverà la situazione, aspettare di vedere che tipo di governo verrà formato. Attualmente ci sono diverse coalizioni che stanno discutendo per dare vita a una maggioranza di governo. 

 

La Giordania dunque si conferma un'isola moderata nel turbolento panorama del Medio Oriente. 

Assolutamente sì.


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