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UCCISIONE NAZIR/ Cervellera: il Pakistan è avvelenato dall'odio per i cristiani e gli Usa

Pubblicazione:venerdì 4 gennaio 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 4 gennaio 2013, 12.59

Un drone - Infophoto Un drone - Infophoto

Ha lasciato che aumentassero e si diffondessero sempre di più all’interno del Paese.

Quindi, non si limitano a combattere dalle montagne?

Al contrario. Moltiplicandosi, hanno dato vita, in pochi anni, a decine di migliaia di scuole islamiche fondamentaliste che, a loro volta, hanno formato nuove generazioni di estremisti.

Qual è il loro rapporto con i cristiani?

Considerano qualunque culto diverso dall’islam come pagano. Quindi, da eliminare. In più, reputano il cristianesimo, in quanto religione occidentale, come diretta emanazione Usa.

La loro folta presenza, quindi, come condiziona la già difficile esistenza dei cristiani pakistani?

Accresce l’integralismo islamico interno alla società pakistana e il livello di violenza nei confronti di tutte le religioni non islamiche.

L’uccisione del mullah Nazir come modifica il quadro?

Alimenta semplicemente l’ira dei talebani.

Quindi?

Il vero problema è l’atteggiamento dell’esercito pakistano. Che, memore dei rapporti del passato, ha preservato una certa amicizia con il mondo talebano. Negli ultimi anni, tuttavia, ha iniziato a ricevere dagli Usa enormi finanziamenti e ingenti quantitativi d’armi per combattere il terrorismo e per abbandonare l’antica amicizia.

L’operazione ha sortito gli effetti sperati?

Non direi. L’esercito pakistano sta tuttora mantenendo un atteggiamento piuttosto ambiguo. Ufficialmente, combatte il terrorismo. Ma, di fatto, non ha abbandonato l’antico legame. Non è un caso che Bin Laden vivesse nascosto tranquillamente in una cittadina a pochi chilometri dalla Capitale.

 

 

(Paolo Nessi)

 



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
04/01/2013 - come mai? (loris SOleri)

Ci siamo chiesti come mai? E' normale che uno stato (USA) sferri attacchi quotidiani sul suolo di un altro stato (Pakistan) senza dichiarazioni di guerra? E questo avviene con droni, che uccidono indiscriminatamente cittadini e militanti. Ormai diamo per assodato e per giusto (sia moralmente che "positivamente") che uno stato si comporti verso un altro senza rendere ragione di ciò che fa a nessuno. E' normale che il presidente Obama, premio nobel per la pace (termine alquanto orwelliano), abbia stilato una lista lunghissima di nomi di persone da eliminare in giro per il mondo? Cervellera e tanti come lui che il cervello ce l'hanno, dovrebbe iniziare a porsi le domande giuste: una pace costruita così non è pace.