BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

ISRAELE/ Herzog (Haaretz): stretti nella morsa tra le elezioni e il dopo Assad

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu (InfoPhoto) Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu (InfoPhoto)

Non credo che sia una soluzione realistica, perché non tiene conto delle aspirazioni all’indipendenza da parte della Palestina e del fatto che Egitto e Giordania non possono né vogliono portare il peso del nazionalismo palestinese sulle loro spalle. Giordania ed Egitto possono giocare un ruolo in un modo diverso, per esempio contribuendo a garantire la sicurezza in Cisgiordania e Striscia di Gaza e a tenere tranquilli i confini. La soluzione deve essere quindi trovata da parte di israeliani e palestinesi, anche se forze aggiuntive possono giocare un ruolo contribuendo a fare sì che la soluzione trovata sia perseguita fino in fondo.

 

Per Essam El-Erian, uno degli esponenti più in vista dei Fratelli musulmani egiziani, Israele scomparirà entro dieci anni. Che cosa ne pensa delle sue dichiarazioni?

 

Ritengo che la sua dichiarazione esprima in modo chiaro l’ideologia anti-israeliana e anti-semita dei Fratelli musulmani. Il governo egiziano, e lo stesso presidente Mohamed Morsi, non fanno queste dichiarazioni oggi mentre si trovano al potere, ma ritengo che le parole di El-Erian esprimano la loro ideologia ridotta ai minimi termini. Rinunciano a esprimerla per motivi politici, i vertici del Cairo sono molto prudenti affermando che continueranno a sostenere gli accordi di pace tra Israele ed Egitto.

 

Quindi l’atteggiamento dei Fratelli musulmani è segnato dall’ambiguità?

 

Di recente hanno giocato un ruolo costruttivo nel consentire il cessate il fuoco tra Israele ed Hamas a Gaza, e tuttora hanno interesse a stabilizzare la situazione e calmare i confini. Le parole di El-Erian ci ricordano però l’ideologia da cui provengono queste persone. Sono consapevole del fatto che è impossibile cambiarne l’ideologia, ma è possibile riuscire a condizionarne il comportamento e le politiche, facendo capire loro che la comunità internazionale si aspetta che rispettino alcune linee guida.

 

Passiamo alla Siria. Assad riuscirà a sopravvivere al 2013?


COMMENTI
08/01/2013 - Troppo spesso si reclama il diritto alla forza (PATRIZIO RICCI)

e non la forza del diritto... Avete intervistato Herzog (del Washington Institute, USA) che pensa al dopo-Assad ammettendo che la situazione trascende la sua personalità ma che probabilmnte sarà ucciso... ma è contraddittorio! Cosa è che ha portato a questo stato di cose? Cos'è che è giusto per la gente? Fate piuttosto queste domande! Date voce alla Chiesa SIRIANA, alla gente, alla riconciliazione, e non agli esperti ed ai cinici. Denunciate le trame che si aggirano come iene su questa vicenda! Altrimenti la nostra vita sarà esattamente così! Fate interviste ed ospitate gente che è per la pace. Iniziate una campagna in tal senso (come per ASIA BIBI su AVVENIRE). Denunciate le falsità e le ipocrisie. Altrimenti che cesura nella vita tra Fede e giudizio. Eppure il Papa oggi è stato chiaro : DEPONETE LE ARMI IN SIRIA: NON VINCERA' NESSUNO - In Siria “le armi siano deposte e quanto prima prevalga un dialogo costruttivo per porre fine a un conflitto che, se perdura, non vedrà vincitori, ma solo sconfitti, lasciando dietro di sé soltanto una distesa di rovine” (Benedetto XVI)