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USA/ Cia e Difesa, così Obama vince la sua "guerra"

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Tuttavia, risulta (forse) fuorviante – come hanno fatto i suoi detrattori – sottolineare aspetti che riguarderanno prerogative e competenze del Segretario di Stato. Mettendo a capo del Pentagono un ex militare, Obama dimostra invece una sensibilità particolare –presumibilmente, soltanto opportunistica – per il mondo delle forze armate. Nel guidare l’alleggerimento delle spese per la difesa, Hagel potrà certamente dialogare con gli ufficiali dell’esercito da una posizione di indubbia autorità. Avendo esperienza della guerra, egli infatti è consapevole dell’ostilità ai conflitti di coloro che sono chiamati a combatterli.

Forse, il «dolore» per le critiche ricevute era già stato preventivato da Obama. Molto probabilmente, sarà in fretta dimenticato. Il calcolo pragmatico sembra infatti aver preceduto ogni considerazione etica. Nell’operazione di riequilibrio delle correnti all’interno del potere statunitense, l’uomo seduto nello Studio Ovale – che, soprattutto riguardo alla sua posizione sull’utilizzo dei droni, è stato molto probabilmente insignito del Premio Nobel per la Pace con eccessiva celerità e fiducia – avrà realizzato che un tale dolore non era altro che debolezza che abbandonava il corpo della sua Amministrazione.

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