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TUNISIA/ Nasce il sindacato dei rapper in difesa di Klay BBJ condannato a sei mesi di carcere

In Tunisia dopo la rivoluzione la repressioen è sempre dietro l'angolo: numerosi i cantanti e i rapper messi in prigione. E così nasce un sindacato in loro difesa

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Aveva cantato un pezzo contro i potenti di qualunque parte, includendo il famoso verso dei rivoluzionari sudamericani no pasaran. Per aver fatto questo Klay BBJ un rapper tunisino, si è visto infliggere sei mesi di carcere. In Tunisia molti sono i giovani che usano il rap come forma di difesa della libertà contro qualunque tipo di potere, in un momento poi dove il rischio della presa di potere dei fondamentalisti islamici è sempre dietro l'angolo. Ecco allora che per far fronte alla persecuzione già in atto questi musicisti hanno deciso di fondare un sindacato per difendere la libertà di espressione. Klay BBJ, ex pugile che si fa chiamare così in onore di Mohamed Alì, aveva eseguito il suo pezzo in un villaggio turistico: adesso è in carcere come anche il collega Weld el 15. "Non sono un criminale ho solo esercitato il mio diritto ad avere una differente opinione" ha detto in una nota.

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