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LIBIA/ Sbai: ecco cosa si nasconde dietro il rapimento di Ali Zeidan

Pubblicazione:sabato 12 ottobre 2013 - Ultimo aggiornamento:sabato 12 ottobre 2013, 12.19

In Libia (Infophoto) In Libia (Infophoto)

Chi parla viene fatto fuori senza pietà e il popolo libico si ritrova più schiacciato e sottomesso di quanto non lo fosse sotto il regime di Gheddafi. La grande disponibilità di risorse e la volontà di gestirsele da sola, ha portato la Libia a comprare le armi dalla Russia, garantendosi in tal modo il suo appoggio e dimostrando la propria potenza a tutto il mondo. 

A questo punto resta da chiedersi perché gli Stati Uniti siano intervenuti ora per l’arresto del terrorista quando avrebbero potuto farlo in qualsiasi momento. Il fatto che abbiano agito proprio ora sta a rimarcare la loro autorità, a dimostrazione probabilmente della loro capacità di entrare in Libia quando vogliono. E la mancata specificazione di come sia stato consegnato il terrorista lascia intendere che ci sia stato un grande contributo delle stesse persone che compongono il governo. Ad ogni modo è chiaro che stiano tentando di immischiarsi nell'affare libico, dopo i tentativi, miseramente falliti, di avere un ruolo determinante nell’Egitto di Morsi prima, e poi di dipingere agli occhi dell'opinione pubblica internazionale la Siria di Assad come il nemico numero uno, in quanto presunto autore di crimini atroci.

Non possiamo voltarci dall’altra parte e far finta di ignorare determinate dinamiche, perché c’è molto di più dietro questo rapimento orchestrato abilmente. Allora guardiamo in faccia la realtà. E facciamo più pressioni sulle organizzazioni internazionali per i diritti umani, affinché ci forniscano un resoconto dettagliato e più veritiero sulle condizioni di vita del popolo, come sempre il primo a pagare le conseguenze dell'instabilità politica.



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