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NEW YORK/ La gente non ama Bill de Blasio ma lo voterà felice. Perché?

Pubblicazione:domenica 13 ottobre 2013

Bill De Blasio in campagna elettorale (Infophoto) Bill De Blasio in campagna elettorale (Infophoto)

NEW YORK - Secondo Vaclav Havel l'ideologia è un modo molto particolare con cui gli uomini si rapportano al mondo. "Offre agli esseri umani" – scrive lo scrittore ceco in Il Potere dei Senza Potere – l'illusione di una identità, dignità, di moralità dando loro al tempo stesso un modo per staccarsene". "Rende possibile alla gente di ingannare le proprie coscienze" - insiste Havel – "e nascondere la loro reale posizione ed il loro inglorioso modus vivendi sia agli occhi del mondo che ai propri". Non è una bella notizia, ma sembra proprio l'immagine dell'elettorato newyorkese a poco meno di un mese dalla chiamata alle urne per la scelta del nuovo sindaco.

Perché? Perché i newyorkesi eleggeranno il democratico Bill de Blasio, attualmente Public Advocate di New York City, quello che dovrebbe vigilare e mediare tra scelte ed interessi politici e bene dei cittadini. Joe Lhota, il prescelto dai Repubblicani, pare non abbia neanche mezza chance di farcela, con il candidato democratico ben oltre il 60% nei più recenti sondaggi. New York è una città senza ombra di dubbio "liberal", ergo "democratica". Sebbene i Democratici il trono del primo cittadino non lo vedano dal '93. Vent'anni fa venne eletto il Repubblicano Rudolph Giuliani, l'uomo che avviò quel ribaltamento del calzino New York ingigantito in seguito da Bloomberg. Giuliani non era né "liberal", né democratico e nonostante NY fosse già entrambe (NY è sempre stata per sua natura "liberal") i suoi cittadini lo elessero (e rielessero per un secondo mandato) con piena convinzione e notevole soddisfazione. Bloomberg, sostenuto da Giuliani, prese la guida della città 12 anni fa, anche lui da Repubblicano. Insomma, New York City per me è sempre stata una chiara dimostrazione del basso "tasso ideologico" dell'America. Se una città "liberal" e democratica è capace di scegliersi sindaci né liberal né democratici (anche se, ad onor del vero, Bloomberg si è poi reso "independent" ed anche "liberal a modo suo"), significa che "l'arrosto della gestione della cosa pubblica" merita più attenzione del "fumo del pensiero" che ne fa da premessa. Almeno cosi è stato fino ad ora.

Ma ora le cose sembra stiano cambiando. Bill de Blasio – passato (e, pare, anche presente) "very liberal" – a detta sua sta portando avanti una campagna "per il popolo di New York". Solo che le cose su cui è pronto a dar battaglia non sembrano proprio quelle che il popolo di New York si aspetta. 


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