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NUCLEARE/ I "giochi" di Obama e Iran preoccupano Israele e Siria

Pubblicazione:giovedì 17 ottobre 2013

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Sì, il presidente iraniano a sua volta è preoccupato della situazione economica che può risollevarsi solamente grazie all’interruzione delle sanzioni economiche dei paesi occidentali.

 

In questa situazione qual è la posizione di Israele?

Obbedisce agli Stati Uniti. Non farà nessun’azione che non sarà autorizzata dagli Stati Uniti poiché non ha i mezzi per agire da solo.

 

Netanyahu vede forse minacciata l’egemonia del suo paese nella regione del Golfo?

Si sente minacciato come anche l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi, il Kuwait: tutti i paesi sunniti sono preoccupati per la costruzione della bomba sciita. Il panorama resta ancora molto incerto.

 

I nuovi ipotetici accordi potrebbero avere dei risvolti sul conflitto siriano?

Sicuramente il negoziato dovrà tenere conto anche di questo. L’Iran si trova all’interno della causa siriana al fianco di Lavrov, il ministro degli Esteri russo, il quale è stato appoggiato dagli Stati Uniti circa il disarmo chimico delle forze lealiste. Così cade il casus belli americano nei confronti della Siria, e si attenua ulteriormente poiché l’insurrezione siriana è sempre più dominata dalle forze legate ad Al-Qaeda.

 

Quale potrà essere il nuovo ruolo dell’Iran nel Golfo?

Il negoziato dovrà tenere conto della posizione geopolitica dell’Iran nella regione, se gli sciiti riusciranno dare garanzie che non useranno la propria supremazia militare per attaccare l’Arabia Saudita allora il dado sarà tratto.

 

Cosa significa per gli Stati Uniti coinvolgere l’Iran nella situazione siriana?

Obama è stato messo con le spalle al muro dall’iniziativa russa sul disarmo chimico e potrebbe rifarsi in questa occasione mediando un accordo tra due potenze in rotta di collisione da molti anni. Bisogna vedere fino a che punto è fattibile per l’Iran e per il Congresso americano.

 

Secondo lei come evolverà il dialogo tra occidente e Iran?

L’Iran potrebbe consentire una specie di controllo internazionale sul nucleare e a quel punto Obama potrebbe accettare di eliminare le sanzioni, vedremo quali saranno le decisioni del Congresso. Resta uno scenario complesso e difficile da prevedere.

 

(Mattia Baglioni)



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