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DATAGATE/ L'esperto: la verità è che tutti spiano tutti. Anche l'Italia…

Pubblicazione:giovedì 24 ottobre 2013

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Esatto, chi ha più mezzi è in grado di fare più cose. Tutto qui, è semplice.

 

Ma lo fanno solamente gli Stati Uniti, o è cosa abbastanza diffusa? 

 Spiano tutti. Quello che cambia è la magnitudo della spiata e, come detto, spia di più chi ha più risorse.

 

Anche noi quindi.

Ovviamente, noi spiamo quelli che dobbiamo spiare. Solamente che noi lo facciamo con mezzi ridotti rispetto a una superpotenza.

 

Nel nostro caso particolare, chi? 

 Criminalità organizzata e terrorismo, il normale compito dei servizi segreti.

 

Esiste una piattaforma europea in cui vengono condivisi questi dati segreti? 

 L’intelligence funziona in due maniere: l’intelligence partecipata, dove vi sono anche operazioni comuni contro il terrorismo e la criminalità. E quella effettuata da un singolo governo, come in questo caso. Quindi possiamo dire che sì, l’Italia - come gli altri Paesi - partecipa a numerosissime attività di intelligence con gli alleati, ma molte altre attività vengono fatte in maniera singola.



Da un punto di vista strettamente pratico è più facile intercettare una telefonata, un sms o un email? 

 È uguale: sono tutti e tre sistemi totalmente aperti. Per chi ha le risorse è assolutamente facile.



Un scandalo del genere in passato è mai esistito? 

 No, perché quello che è successo in questo caso è che la vicenda è diventata nota, di dominio pubblico.



Quindi chissà quante sono rimaste sotto traccia.

Esattamente. Si ricordi che nell’intelligence i successi sono silenziosi e i gli insuccessi fragorosi…

 

(Fabio Franchini)

 



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