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Esteri

IL CASO/ Shahid Mobeen: così nelle scuole del Pakistan si insegna a odiare i cristiani

Un bambino in Pakistan (Infophoto)Un bambino in Pakistan (Infophoto)

Esatto, stesse scuole e stessi testi, visto che il programma è identico a livello nazionale. Malala è una ragazza coraggiosa che in Pakistan parlava dell’educazione femminile ancora prima che i talebani tentassero di ucciderla. Conosce bene i suoi diritti e la posizione della donna nell’islam, ma è grazie ai suoi familiari che oggi possiede una buona educazione e la consapevolezza dei propri mezzi.

 

Crede che Malala possa essere un simbolo, oltre che per il suo impegno a favore dell'istruzione, anche per la pacificazione tra cristiani e musulmani?

Non ho mai sentito Malala parlare in difesa dei cristiani o per i diritti delle minoranze religiose, lei è stata sempre la voce a favore dell’educazione femminile. Non so se questo possa includere anche le donne appartenenti alle minoranze, visto che in Pakistan non sono considerate da alcun punto di vista.


Come è possibile dunque combattere il pregiudizio anticristiano partendo dall'educazione?

Ad oggi la scuola non è affatto sufficiente. Se in Pakistan si vuole cambiare la prospettiva della società, dall’odio religioso verso una dimensione più pacifica, allora sarà necessario lavorare sulla cultura che oggi è contraddistinta da un evidente fanatismo religioso. In questo l’educazione è certamente fondamentale, ma è necessario studiarne a fondo gli strumenti: deve essere mirata, con l'obiettivo di promuovere una cultura della tolleranza, ma non è ovviamente un compito semplice.

 

Si è visto qualcosa muoversi in questa direzione?

Qualche tempo fa, a Lahore, una scuola aveva avviato due materie sul dialogo interreligioso e sullo studio comparativo delle religioni. Alcuni cittadini, però, denunciarono l’istituto all’Alta Corte della città, con la conseguenza che la scuola fu costretta a interrompere l’insegnamento di queste materie. Finché a livello nazionale non si deciderà di modificare radicalmente la situazione tramite l’educazione, esperimenti come questi continueranno a rivelarsi inutili.

 

Cosa può dirci dell’attuale situazione delle bambine in Pakistan?

La società è divisa in più classi sociali. In quella più benestante le bambine non hanno particolari difficoltà, tanto che spesso si spostano per studiare in Occidente, mentre in quelle più disagiate la situazione è totalmente differente. Spesso le bambine non vengono neanche incoraggiate a studiare, perché i genitori preferiscono che sia il maschio a frequentare la scuola. Poi, oltre ai problemi legati all'educazione, le bambine devono affrontare tante altre difficoltà legate alla propria fede: quelle cristiane, ad esempio, vengono spesso rapite e violentate, oppure convertite all’islam con l'inganno.

 

(Claudio Perlini)

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