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IL CASO/ Pfister (procuratore Usa): William Happ è stato ucciso dallo Stato, una "vendetta" inutile

Pubblicazione:sabato 26 ottobre 2013 - Ultimo aggiornamento:sabato 26 ottobre 2013, 8.31

La statua della libertà a New York (Infophoto) La statua della libertà a New York (Infophoto)

Perché la giustizia umana non può sostituirsi a Dio. Non soltanto perché esiste sempre un margine di errore giudiziario, ma anche per il fatto che per quanto un criminale si possa essere macchiato di orribili delitti, lo Stato ha il dovere di essere migliore di lui e non compiere la stessa cosa nei suoi confronti. Ovviamente la giustizia ha il compito di proteggere la società, e ciò implica il fatto che alcune persone devono essere “rimosse” per impedire che continuino a danneggiarla. Ma ciò non deve avvenire attraverso una vendetta, bensì attraverso la giustizia.

 

Perché il sistema giudiziario americano privilegia la vendetta rispetto alla giustizia?

Nella maggior parte dei casi non è così, la rieducazione dei carcerati è una priorità per la nostra giustizia. Nella prigione di Stato della Florida ci sono 100mila persone, e i contribuenti pagano 20mila dollari l’anno per ciascuno di loro. In totale quindi nella sola Florida si spendono 2 miliardi di dollari in programmi per rieducare i detenuti. Quasi tutte queste persone alla fine escono dal carcere.

 

Oltre che avvocato, lei è anche procuratore. Si è trovato ad affrontare anche altri casi che prevedevano la condanna a morte?

Mi è capitato diverse volte sia come procuratore sia come avvocato. Quello di William Happ è però il primo caso che è giunto effettivamente fino all’iniezione letale.

 

Quali sono i sentimenti di un procuratore che deve decidere se chiedere o meno la condanna a morte?

Io mi sono sempre limitato a seguire la legge. Il legislatore approva le norme, e il compito di un procuratore è semplicemente quello di obbedire. Anche nei casi che prevedevano la pena di morte ho fatto il mio lavoro meglio che potevo. Quella sulla pena di morte è una decisione politica che spetta a Camera e Senato dei singoli Stati.

 

Un procuratore però può sempre scegliere tra chiedere la condanna a morte oppure l’ergastolo…

In questi casi uno sente molto forte il peso della responsabilità. Anche per questo tutte le volte che mi sono trovato a dover decidere ho sempre cercato di fare il mio lavoro nel modo migliore e con la maggiore serietà possibile.

 

(Pietro Vernizzi)



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