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ARGENTINA/ Quelle elezioni che smascherano l’arroganza del potere

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A ingigantire il tutto ci ha pensato Esther Carlotto, la responsabile dell'organizzazione Abuelas de Plaza De Mayo, che da un po' di anni, assieme a Hebe de Bonafini, la leader della frangia minorista delle Madri, è diventata una cassa di risonanza del potere, difendendolo a spada tratta, ovviamente in cambio di sostanziosi emolumenti distribuiti largamente, come nel caso di Bonafini, dall'estabilishment kirchnerista. Carlotto ha parlato di manipolazioni della stampa, ma nel fare ciò ha scoperto la pochezza del suo intervento, dato che le immagini e le registrazioni dell'accaduto sono inequivocabili e non lasciano spazio al minimo dubbio.

A far piovere sul bagnato ci ha pensato pure l'incidente alla stazione di Once di un treno della linea Sarmiento che ha provocato una trentina di feriti ed è stato la replica della tragedia di due anni fa in cui i morti furono settanta. Frutto dell'insicurezza del sistema ferroviario argentino che, sebbene privato in diverse parti del settore, dovrebbe ricevere ingenti finanziamenti dallo Stato atti a svilupparne la sicurezza. Il problema è che i soldi poi finiscono sui conti bancari aperti a Miami dai proprietari delle linee.

Una situazione catastrofica, quindi, con un'inflazione sempre più galoppante, una crisi imponente, un Paese economicamente bloccato dove lo Stato amministra ormai direttamente quasi l'80% dell'economia. Con scandali e soprusi che ormai sono all'ordine del giorno. Quello che stupisce e che ancora può dare un barlume di possibilità all'FPV è la sostanziale frammentarietà dell'opposizione che, sebbene goda di una maggioranza schiacciante, è divisa anche ideologicamente: sta di fatto che però, con una maggioranza sia alla Camera che al Senato, unita a una (si spera) unità di programmi, a Cristina, se manterrà la sua funzione, non rimarrà di meglio che governare attraverso l'arma del decreto, riportando l'Argentina alla cupa epoca finale del menemismo, forma di potere degli anni 90, che portò la Nazione alla debacle del 2001 che tutti conosciamo ed ebbe nella famiglia Kirchner (Nestor e Cristina) i suoi più ferventi sostenitori, molto differenti dai denigratori di oggi. Ma anche questa è una pagina che, come quella dei diritti umani e della dittatura militare, è stata riscritta a mo' di fiction e data in pasto alle giovani generazioni come un dogma assoluto.   

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