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Esteri

ARGENTINA/ Quelle elezioni che smascherano l’arroganza del potere

Le politiche del kirchnerismo, spiega ARTURO ILLIA, stanno disastrando il Paese. Tuttavia, una vittoria dell’opposizione, già maggioranza nel Paese, è tutt’altro che scontata

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Il 27 ottobre si terranno in Argentina le elezioni per formare Camera e Senato. L'appuntamento è di un'importanza cruciale per il Paese, dato che le primarie tenutesi l'11 agosto di quest'anno hanno evidenziato di come il FPV (Frente Para la Victoria), il partito del Governo kirchnerista al potere, non abbia più la maggioranza dei voti del Paese, nonostante possegga quella relativa: ben oltre il 70% dei suffragi è andato a partiti dell'opposizione. L'FPV ha perso addirittura nella roccaforte del kirchnerismo, la regione di Santa Cruz.

Tra i fatti accaduti in questo lasso di tempo che vieppiù rischiano di aggravare questo dato vi sono la scomparsa mediatica della Presidente, colpita da aneurisma cerebrale e pertanto ritiratasi momentaneamente dalla scena politica, e i soliti (oseremmo dire) episodi che evidenziano l'arroganza dell'attuale potere che non ammette altra forma di pensiero che non la sua, e che continua nell'utilizzare l'elemento dei diritti umani come scudo delle proprie “debolezze”.

A parte il malore di Cristina Fernandez de Kirchner, sulle cui condizioni viene mantenuto il massimo riserbo, l'incidente capitato al candidato del FPV Cabandiè è sintomatico: il politico stava rientrando da una riunione e, accortosi che una vigilessa stava elevando una multa alla sua auto parcheggiata in sosta vietata, non ha trovato di meglio che rivolgere espressioni poco ortodosse all'agente, condendole con frasi urlate del tipo “Io ho vissuto sotto la dittatura! I miei genitori sono desaparecidos!“. E via di questo passo... senza accorgersi che un collega dell'agente stava filmando il tutto con un cellulare. Dato in pasto ai mass-media, l'episodio è subito balzato all'evidenza della cronaca, anche perché nel frattempo il politico aveva pregato un suo compagno di partito, Martin Insaurralde, sindaco del quartiere dove è avvenuto il fatto, di far licenziare la giovane... cosa portata immediatamente a compimento.

Juan Cabandiè giustificava la sua condotta con un tentativo fatto dalla vigilessa di corromperlo, ma la cosa, attraverso prove e filmati sempre più contundenti, si rivelava una bufala colossale, tanto da portarlo a scuse ufficiali sia da parte sua che di Insaurralde. Ma la frittata ormai era fatta e della faccenda si è discusso ampiamente per molto tempo, creando un'ulteriore pubblicità negativa al potere, smascherato nella sua vera dimensione.