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IL CASO/ Eid: il primo libanese "senza religione"? Una sfida per cattolici e musulmani

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Certo. Il ministero dell'Interno ha permesso di non avere la citazione della propria religione sulla carta di identità, mentre sul passaporto già non c'è da tempo.  Sulla carta di identità oppure per gli atti civili, il cittadino può se vuole non mettere la sua religione di appartenenza, cosa che aveva causato durante la guerra molti problemi. In base alla carta si capiva chi eri, ma in realtà lo si può capire anche dal nome stesso. Mustafà è chiaro che è musulmano mentre chi si chiama Giosuè è cristiano. Rimangono neutrali pochissimi nomi, ma si capisce comunque dal cognome.

 

Una realtà davvero complicata.

Come principio sono d'accordo con quanto ha deciso questa coppia, infatti il Libano si è privato di molte risorse perché si basa su queste regole d'appartenenza, nate per un motivo specifico.

 

Quale?

La persecuzione dei cristiani e di altre minoranze. Ogni comunità ha un vissuto che l'ha portata a lottare per la sua sopravvivenza e per avere delle garanzie di ottenere un "posto al sole" in Libano. Il sistema è costruito su questo senso di giustizia. Una specie di garanzia che ogni comunità presente aveva la sua quota di rappresentanza nelle istituzioni. Negli anni Quaranta i cristiani erano in maggioranza ma oggi non è più così, le quote sono state cambiate. Oggi si è arrivati a un compromesso accettato da tutti secondo il quale musulmani e cristiani si dividono il 50 per cento a testa. 

 

Secondo lei è una visione giustificabile?

Se uno torna al significato originale, l'esigenza cioè che nessuna comunità sia esclusa anche se è piccolissima minoranza, come i drusi che sono l'1 per cento, questa visione è giustificata. Ma non lo è quando invece la cosa diventa un attaccamento a quella quota come mia proprietà. Oppure "queste cariche sono solo dei cristiani e quelle sono solo dei musulmani" al di là del merito specifico della persona. Ci deve essere sì una partizione, ma senza avere un'appartenenza specifica sulle singole cariche. Occorre quindi una rotazione delle cariche, a patto che in totale ci sia equilibrio. 

 

Perciò lei guarda con favore alla decisione di questa famiglia?