BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ Eid: il primo libanese "senza religione"? Una sfida per cattolici e musulmani

Pubblicazione:mercoledì 30 ottobre 2013 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 30 ottobre 2013, 15.47

Foto InfoPhoto Foto InfoPhoto

Sì, è un piccolo passo, un sasso lanciato nel mare che può portare a un cambiamento, ma ci vorrà molto tempo. In Libano uno nasce membro di una comunità, muore come membro di una comunità, si sposa come membro di una comunità, vota come membro della comunità. Ma un maronita, ad esempio, non vota solo per i maroniti. Io voto per gli 8 deputati della mia circoscrizione ma devo rispettare una certa quota: tre maroniti, un greco ortodosso, un druso, due sunniti. Devo rispettare un numero preciso per avere valida la mia scheda. 

 

Il percorso istituzionale è dunque dettato dall'appartenenza a una comunità.

Nel caso di questo bambino il fatto di non appartenere a una comunità religiosa lo priva dei suoi diritti, questo bambino non saprà chi lo rappresenterà, fino a quando lo stato non riconosce una 19esima comunità chiamata laica, attenzione non agnostica, ma mista. Quello di questa famiglia è chiaramente un gesto di provocazione, quando ce ne saranno migliaia di casi simili allora lo Stato si troverà a all'angolo e dovrà cambiare. 

 

Non c'è il rischio che si perda anche l'aspetto religioso autentico e personale con queste iniziative?

Dipende da come si comporteranno i genitori, se gli diranno non hai religione e deciderai tu quale religione adottare. Per i musulmani non ci sono i sacramenti. Ci sono laici cristiani praticanti che però vogliono arrivare a uno Stato laico, come in Italia, che separa religione e politica senza essere laicista e antireligioso. Purtroppo con quello che succede in Medio Oriente i cristiani sono quelli che subiscono le persecuzioni peggiori, guardiamo all'Egitto. Le ultime rivoluzioni non hanno agevolato il cammino verso la laicità, al contrario il confessionalismo è aumentato. Ecco perché in Libano per paura che accada lo stesso i cristiani preferiscono rimanga in atto la situazione attuale piuttosto che perdere ogni libertà e rappresentanza politica.



(Paolo Vites) 

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.