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Esteri

DIARIO HAITI/ Fiammetta: l’Onu lo sapeva, bastava una "scintilla" per scatenare il colera

Immagine d'archivioImmagine d'archivio

Cosa dicono questi fascicoli?

I rapporti che ci sono pervenuti segnalavano delle latrine con scarichi non a norma, che hanno contaminato il fiume. Di fatto, il primo focolaio di contagio è stato identificato nel fiume, con casi sparsi tra la foce e la base dei nepalesi. Nessun caso di contagio (ai tempi del primo allarme) a monte della base.

 

Crede si possa considerarlo come un rischio strutturale per questi interventi su larga scala?

Io non ritengo che sia un rischio strutturale. Ritengo che in una situazione gravemente deteriorata come il contesto haitiano del dopo terremoto, qualsiasi cosa, anche una piccola scintilla, sia potenzialmente una causa di catastrofe.

 

Ci spieghi…

Durante la risposta umanitaria del dopo terremoto sono state prese precauzioni di ogni tipo, nella consapevolezza che i rischi fossero altissimi. Una epidemia in quelle condizioni, di qualsiasi malattia si fosse trattata, poteva causare un'ecatombe, ne eravamo tutti perfettamente coscienti.

 

Perché, cosa si temeva in particolare?

Le malattie potenzialmente pericolose e presenti nel Paese erano diverse. Si è temuto per una epidemia di Dengue, che ciclicamente si manifesta in Haiti e che è presente anche nel pericolosissimo ceppo emorragico. Si è pensato al tifo e si è pensato alla meningite.

 

Le condizioni igieniche erano così disumane?

La popolazione era ammassata e centinaia di migliaia di persone non erano nelle condizioni di proteggersi con comportamenti igienici accettabili. Temevano una epidemia, ma autoctona. L'errore e' stato forse nel non considerare la possibilità che una malattia potesse esser portata dall'esterno. Generalmente, lo staff che interviene in emergenza è staff da prima linea, persone sane, robuste, pronte ad affrontare stress, lavoro pesantissimo e a volte privazioni. Nel caso dei nepalesi, stiamo parlando di militari, soldati: vaccinati contro la maggior parte delle malattie, addestrati, controllati dal punto di vista della salute.

 

Eppure è successo.

La malattia è stata introdotta da portatori sani, assolutamente asintomatici. Paradossalmente, poteva essere un’epidemia di influenza portata da uno starnuto innocuo, nelle condizioni in cui si viveva nel 2010 in Haiti un' epidemia è sicuramente un rischio che viene sempre considerato nel caso di una grave catastrofe: è scritto anche in tutti i manuali. Ma una epidemia portata dai soccorritori no, questo non è un normale rischio contemplato.