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DIARIO HAITI/ Fiammetta: l’Onu lo sapeva, bastava una "scintilla" per scatenare il colera

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C’è chi accusa l’Onu di aver peggiorato solo le cose o di non aver agito abbastanza. È così realmente? Certamente la responsabilità morale di questa epidemia è un peso importante. Ma non si può dimenticare che la risposta all'epidemia, dalla presa in carico dei malati, al trattamento dei cadaveri, alle sensibilizzazioni per la prevenzione, in altissima percentuale tutte queste operazioni sono state realizzate dalla cooperazione internazionale di risposta umanitaria, con i fondi dei donatori. L'80% di tutti i malati è stato preso in carico e curato da due sole organizzazioni, di cui una ONG internazionale e la Brigata medica Cubana. Questo dice molto della mobilizzazione a livello internazionale.

Lei cosa pensa dell'operato dell'Onu ad Haiti? La presenza delle Nazioni unite in Haiti si è resa necessaria in un periodo di grave crisi politica, in cui il Paese era in preda al caos e alla violenza. L'intervento dell'ONU ha stabilizzato il Paese, rendendolo di fatto meno violento. Ha reso possibile l'accesso a intere comunità ostaggio di violenza e gruppi armati. Ha reso quasi inoffensive le frange più violente della protesta armata nel Paese.

Una presenza ed un operato fondamentale dunque. È triste dirlo, ma io continuo a vedere questa presenza, in questo momento, come una necessita, almeno finche il Paese non avrà un governo forte e capace di gestire in modo autonomo le forze negative che lo agitano.

Ma la popolazione cosa ne pensa? La maggior parte della popolazione, per non dire la quasi totalità, vede in modo negativo la presenza dei caschi blu. Gli haitiani amano la propria terra ed hanno un fortissimo senso di indipendenza, di libertà. L'ONU è accusata da quasi tutti gli haitiani di occupare con la forza il Paese, in modo illegittimo. Secondo gli haitiani, l'ONU dovrebbe andarsene immediatamente e riconsegnare il Paese ai suoi abitanti.

Questa situazione come cambia il rapporto di fiducia tra gli haitiani e chi li vuole aiutare? 
 E' estremamente problematica. La popolazione spesso non fa distinzione tra l'ONU, i militari della Missione ONU, le Agenzie civili dell'ONU o la cooperazione internazionale.

Anche voi e gli altri cooperanti siete ora guardati con sospetto? Chi opera nella cooperazione allo sviluppo, come chi opera negli aiuti umanitari, paga spesso le conseguenze dell'astio verso la missione ONU da parte del Paese. Questo complica il nostro lavoro e inficia il rapporto di fiducia con la comunità.