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DIARIO HAITI/ Fiammetta: l’Onu lo sapeva, bastava una "scintilla" per scatenare il colera

Pubblicazione:giovedì 31 ottobre 2013

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

I legali che rappresentano i familiari delle circa ottomila vittime dell’epidemia di colera, scoppiata ad Haiti nel 2010 subito dopo il terremoto, hanno fatto ricorso in un tribunale di New York contro le Nazioni Unite per ottenere un risarcimento. Per il pool di avvocati i caschi blu sarebbero i veri responsabili dell'infezione: una base di militari nepalesi dell'Onu avrebbe utilizzato un fiume come scarico fognario. Lì, secondo diversi rapporti di esperti, è nato il ceppo della malattia. Il colera, prima di allora, non si era mai manifestato nel Paese, oggi invece dilaniato dall’epidemia e ancora in ginocchio dopo il terremoto. Per cercare di capire come sono andate le cose in quei drammatici giorni e per saperne di più sulle condizioni della popolazione haitiana che stenta a risollevarsi, Ilsussisidario.net ha contattato Fiammetta Cappellini, cooperante Avsi che da oltre dieci anni vive e lavora in quella sofferente terra.

 

Lei vive e lavora ad Haiti. Ci racconta che cosa è successo?

Purtroppo è opinione comune che questo Paese sia particolarmente sfortunato, così come è opinione comune, tra gli addetti ai lavori, che questa nuova tragedia fosse quasi inevitabile. A distanza di 9 mesi dal terremoto del 12 gennaio 2010, che ha fatto oltre 200.000 vittime, ad Haiti è scoppiata una violenta epidemia di colera. In tre anni i picchi epidemici si sono susseguiti ed ancora oggi in molti ritengono che la malattia sia ancora in fase endemica.

 

Il contagio è stato rapidissimo …

Il contagio si è esteso nel giro di 3 settimane a tutto il Paese. Sono serviti a poco i cordoni sanitari attorno alla capitale, in quanto l’epidemia è scoppiata in provincia. Una volta registrati i primi casi a Port-au-Prince, anche in ragione delle condizioni sanitarie estremamente precarie del dopo-terremoto, l'epidemia si è diffusa molto rapidamente, contagiando centinaia di migliaia di persone e facendo in tre anni 8.000 morti.

 

Eppure Haiti non contava un caso di colera da cento anni …

Fino a tre anni fa il colera ad Haiti non esisteva affatto. Non è una malattia di questo Paese. Dopo il terremoto c'era una attenzione elevatissima nei confronti del rischio di epidemie, ma si temeva altro, non certo il colera. Il colera qui non c'era, non sembrava potesse essere quello il rischio. Certo, con le gravi condizioni di igiene nell'immediato dopo terremoto (ma in realtà ancora oggi...) facevano sì che un'epidemia fosse altamente probabile. L’Onu è sotto accusa: la tesi è che l’infezione si sia diffusa dalla base militare nepalese.

 

È davvero colpa dei caschi blu?

Rapporti e inchieste, sia del governo haitiano che (soprattutto) indipendenti, sono arrivate tutte alla stessa conclusione: il contagio è partito dalla base dei militari nepalesi delle Nazioni unite accampati nei pressi di Mirebalais, sul fiume Artibonite (il fiume più importante di Haiti, che attraversa il Paese da est a ovest, percorrendo una zona prettamente rurale e molto povera).


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