BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SHUTDOWN/ Zucco (Tea Party): il vero irresponsabile è Obama

Pubblicazione:sabato 5 ottobre 2013 - Ultimo aggiornamento:sabato 5 ottobre 2013, 16.05

Barack Obama Barack Obama

Lo shutdown di questa settimana rappresenta il culmine dei costanti attacchi del gruppo dei conservatori repubblicani del Tea Party nei confronti dell’amministrazione Obama. Il nocciolo duro dei deputati repubblicani eletti nel 2010, l’anno che ha segnato la massima fortuna elettorale del Tea Party, sono riusciti a opporsi con tutte le forse all’aumento della spesa federale. Per Giacomo Zucco, presidente italiano del movimento del Tea Party, “la vera responsabilità della situazione che si è creata in America è di Obama che ha mandato in rovina i bilanci federali e costretto i cittadini a pagare tasse sempre più pesanti”.

 

Che cosa ne pensa delle accuse di irresponsabilità rivolte da Obama all’opposizione repubblicana?

Le affermazioni di Obama sono del tutto ribaltate rispetto alla realtà. Chi sta proponendo un’iniziativa che graverà pesantemente sul deficit federale, cioè l’ObamaCare, lancia accuse di irresponsabilità. La Casa Bianca sta implementando una riforma sanitaria che impoverisce i cittadini americani e li priva della possibilità di scegliere come e quando assicurarsi, alzando così tutti i prezzi dell’assicurazione sanitaria stessa. Oltre a ciò, l’ObamaCare pesa su un bilancio federale già dissestato.

 

Perché quindi Obama ha attaccato i conservatori del Congresso?

I Repubblicani del Tea Party si sono opposti al suo progetto, e Obama ha quindi inventato un gioco del ricatto per cui la spesa deve aumentare secondo le modalità che ha deciso lui e chi non è d’accordo è responsabile del default. In realtà i responsabili sono quanti votano per alzare un tetto del deficit che è stata stato elevato innumerevoli volte sotto l’amministrazione Obama.

 

Che cosa vogliono ottenere i Tea Party americani?

I Tea Party americani vogliono ottenere il rispetto della Costituzione e del Bill of Right. Chiedono inoltre che lo Stato federale metta fine all’aumento delle tasse e alle spese dissennate con le quali si indebita fino all’osso. Il movimento Tea Party in tutto il mondo vuole meno tasse, meno spese irresponsabili, una politica economica seria e di vero rigore. A differenza di quanto avviene non solo in America ma anche nella stessa Europa, non si deve creare moneta dal nulla per finanziare le bolle economiche.

 

Lei dice che l’ObamaCare non permette ai cittadini di scegliere. Ma un americano povero che non ha i soldi per andare in ospedale è davvero libero di scegliere?


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
07/10/2013 - commento (francesco taddei)

io ho il sospetto che certa gente sia talmente liberale da ritenere la cura della salute un dovere solo personale. nelle società le esigenze cambiano col passare del tempo. quando milioni di cittadini americani potranno cominciare a curarsi magari riterranno sacrificabili alcune spese militari. i liberali italiani sapranno reggere a questo choc?

 
06/10/2013 - Precisazione (Giuseppe Crippa)

Taddei, lo dica ad Obama non a Zucco.

 
05/10/2013 - commento (francesco taddei)

meno missili uguale più ospedali.

 
05/10/2013 - secondo commento (Giuseppe Crippa)

Credo che Zucco sappia benissimo quanto dice Taddei ma certamente sa anche che non si può pretendere di fare delle cose senza avere i soldi per farle. Purtroppo questa semplice realtà Obama fa finta di non saperla e criminalizza chi gliela ricorda.

 
05/10/2013 - Allora chi paga per... (Donat Leonardo)

Mi domando, un po' ironicamente, se le operazioni militari previste, (e per ora grazie a Dio sospese), in Siria, avrebbero anch'esse impoverito la popolazione americana (come l'Obamacare) o avrebbero invece sortito effetti diversi. Come mai i soldi per andare in guerra si trovano sempre?

 
05/10/2013 - commento (francesco taddei)

ma zucco lo sa che in america non tutti si possono permettere di pagare per curarsi? e che un'assicurazione finanziaria non è una ong ma un'attività a fine di lucro?