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EGITTO/ Farouq: i Fratelli musulmani "giocano" con la morte per alimentare il caos

Pubblicazione:martedì 8 ottobre 2013 - Ultimo aggiornamento:martedì 8 ottobre 2013, 11.55

Disordini in Egitto (Infophoto) Disordini in Egitto (Infophoto)

I Fratelli musulmani sanno bene che le loro manifestazioni non cambieranno nulla, e che nella prossima primavera si terranno nuove elezioni garantite dagli osservatori della comunità internazionale. Gli islamisti stavolta non vinceranno, perché nella società civile oggi c’è molto odio nei loro confronti. L’unica cosa che possono fare è cercare di stare il più possibile sotto i riflettori delle tv, e ovviamente il modo più semplice per ottenere questo risultato è fomentare dei disordini.

 

Che cosa ne pensa del modo in cui l’Esercito sta gestendo la transizione?

Ora l’Esercito ha una nuova leadership, ma il comportamento dei militari non è molto diverso da quello adottato nel 2012 quando il governo era in mano al Consiglio Nazionale delle Forze Armate. L’unica differenza rispetto ad allora è che oggi godono del sostegno della maggior parte della popolazione.

 

In che senso?

Nel gennaio 2012 l’Esercito usò la violenza contro i manifestanti, e la reazione della gente non si fece attendere riempiendo tutte le piazze del Paese in segno di protesta. Anche oggi l’Esercito continua a rispondere alla violenza con la violenza, eppure una parte molto ampia della società accoglie positivamente tutte le azioni dei militari. E il motivo è che il modo in cui i Fratelli musulmani hanno governato ha reso l’opinione pubblica molto ostile nei loro confronti.

 

I giovani rivoluzionari riusciranno a organizzarsi politicamente in vista delle elezioni di primavera?

In queste settimane stanno lavorando alla fondazione di un nuovo partito politico, ma il problema è la mancanza di una leadership liberale in grado di guidare il movimento rivoluzionario. Quest’ultimo è ancora diviso, e i problemi cui si era trovato di fronte dopo la cacciata di Mubarak si stanno ripetendo. Manca una figura in grado di unire tutte le forze laiche e liberali, e ciò fa sì che l’ipotesi di un candidato dell’Esercito in grado di diventare il nuovo presidente diventi ogni giorno più probabile.

 

(Pietro Vernizzi)



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