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EGITTO/ Farouq: i Fratelli musulmani "giocano" con la morte per alimentare il caos

Pubblicazione:martedì 8 ottobre 2013 - Ultimo aggiornamento:martedì 8 ottobre 2013, 11.55

Disordini in Egitto (Infophoto) Disordini in Egitto (Infophoto)

Cinquantuno morti negli scontri tra i sostenitori dei Fratelli musulmani e le forze dell’ordine hanno insanguinato l’Egitto a tre mesi dalla caduta del presidente Morsi. L’anniversario della guerra del 1973 contro Israele è stato trasformato dai partiti islamisti nell’ennesima occasione per creare caos e disordini. L’Esercito ha risposto come sempre con la mano pesante, sparando contro i manifestanti alcuni dei quali erano a loro volta armati. Per il professor Wael Farouq, “i Fratelli musulmani ancora una volta dimostrano di essere pronti a tutto pur di finire nei titoli dei telegiornali e dare al mondo l’impressione che l’Egitto sia fuori controllo. Nella realtà non è così, ma le divisioni tra i giovani rivoluzionari che vogliono uno Stato laico e moderno rischiano di portarli a una nuova sconfitta alle elezioni presidenziali della prossima primavera”. 

 

Professor Farouq, perché a oltre tre mesi dalla caduta di Morsi l’Egitto è ancora nel caos?

Sono i Fratelli musulmani a volere dimostrare che l’Egitto è nel caos, ma nella realtà non è così. L’economia è in ripresa e la quotazione della lira egiziana ha smesso di scendere rispetto al dollaro. Mentre dal punto di vista politico sono stati compiuti numerosi passi avanti nella road map proposta originariamente dal comitato rivoluzionario del Tamarod, a partire dalla convocazione dell’assemblea che dovrà preparare la nuova Costituzione.

 

Come si spiega allora i 51 morti di domenica?

I Fratelli musulmani stanno facendo di tutto pur di fare notizia. Di tanto in tanto alcune decine di migliaia dei loro sostenitori organizzano manifestazioni, e ciò porta alle violenze cui abbiamo assistito. Gli scontri in gran parte non avvengono con le forze del’ordine, bensì tra i Fratelli musulmani e i comuni cittadini.

 

Perché le manifestazioni degli islamisti sono sempre così violente?

Quando Morsi era ancora in carica, ha ordinato la scarcerazione e l’amnistia per alcune migliaia di terroristi. Ciò cui stiamo assistendo ora in Egitto è la conseguenza di quella scelta. I giovani rivoluzionari stanno con le forze dell’ordine, perché hanno visto quanto violenti e brutali siano i Fratelli musulmani. La situazione non si è ancora risolta del tutto, ma ogni giorno è migliore di quello precedente.

 

Quali saranno le conseguenze di questo nuovo bagno di sangue?


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