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GERMANIA/ La diocesi di Friburgo apre ai sacramenti per i divorziati. La nota del Vaticano

La diocesi di Friburgo si dichiara pronta a concedere i sacramenti alle persone divorziate e risposate, contrariamente a quanto dispone la Chiesa romana. Ecco cosa è successo

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Il Vaticano frena sulla presunta svolta della Chiesa in Germania. Come ha detto il portavoce della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, sul sito Vatican Insider, "non cambia nulla, non c'è nessuna novità per i divorziati risposati. Il documento proviene infatti da un ufficio pastorale locale e non investe la responsabilità del vescovo. Dunque, si tratta di una fuga in avanti, che non è ufficialmente espressione dell'autorità diocesana".

"Vogliamo aprire una porta a chi ha alle spalle un matrimonio fallito, ha ricominciato un'altra vita sentimentale, e vuole restare parte della comunità dei fedeli" si legge nella circolare diffusa nella diocesi di Friburgo in Germania, la seconda per per importanza nel paese. Una questione tutta da approfondire, dal punto di vista canonico e degli effetti pratici, ma che comunque sembra indicare la chiara volontà di riammettere ai sacramenti le persone divorziate, cosa che la Chiesa non ha ancora deliberato. Una decisione presa in autonomia dunque che aprirà un profondo dibattito in termini di obbedienza e di questione concreta. Da quanto ha diffuso il quotidiano tedesco Spiegel sul suo sito, sarebbe già possibile amministrare comunione e battesimo alle persone divorziate e permettere incarichi di vario tipo all'interno delle parrocchie. Già poco tempo fa i vescovi tedeschi avevano annunciato di voler percorrere questa strada, ma Ratzinger si era opposto. Adesso si aspetta la reazione di Papa Francesco. Come detto nella circolare si prevede la possibilità di riammettere alla comunione e agli altri sacramenti i divorziati e i risposati. Non è quello che dice la Chiesa di Roma: dal punto di vista pratico, il divorziato è persona che vive nel peccato. Ma è anche vero che probabilmente si tratta solo di un invito e non di un passo concreto: "Da un lato dobbiamo prendere atto che queste persone si sentono escluse dalla Chiesa, e ne soffrono profondamente, dall'altro dobbiamo tenere conto della dottrina e del diritto canonico" ha detto allo Spiegel il decano Andreas Moehrle, responsabile della cura delle anime per l'arcidiocesi. C'è però già una reazioen da parte del Vaticano: Padre Ciro Benedettini, numero due della sala stampa vaticana: "Non ci risulta sia stato avallato dall’amministratore apostolico della diocesi, nonché capo della conferenza episcopale Robert Zollitsch. È un’iniziativa autonoma di un ufficio interno della diocesi".

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