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SIRIA/ L'esperto: ecco come Assad dovrà distruggere le armi chimiche

Pubblicazione:mercoledì 9 ottobre 2013

Un guerrigliero siriano (Foto: Infophoto) Un guerrigliero siriano (Foto: Infophoto)

In breve, sono degli impianti ad alta temperatura (1000-1200 gradi) e, se funzionano effettivamente a temperature elevate e con degli impianti di abbattimento, potrebbero anche fare al caso.

L’Idrolisi

È un trattamento chimico a bassa temperatura ed è adatto allo smaltimento dei precursori chimici. È una tecnica più facile da realizzare ma più costosa. Dato che il materiale trovato è composto maggiormente da reagenti, l’idrolisi sembra il metodo più appropriato.

Ci spieghi meglio

L’arma chimica viene realizzata facendo reagire dei precursori e se questi si trovano singolarmente è più facile trattarli in quanto sono meno pericolosi

Le scatole esplosive, infine,

Bisognerà prima estrarre i componenti chimici dalle armi e poi demolirle; si pensi ad esempio a dei missili per capire la complessità dell’operazione. 

Quale di queste tecniche ha il minor impatto ambientale?

Dipende dall’efficienza degli impianti. Difficile che abbiano degli inceneritori sofisticati: la temperatura dovrà  essere mantenuta alta  e devono avere impianti di abbattimento delle emissioni gassose .  Per l’idrolisi dipende dalle nuove sostanze tossiche rilasciate dopo lo smaltimento. Difficile a priori dire quale è il trattamento migliore.

I portavoce della comunità internazionale dichiarano che lo smaltimento finirà entro il 2014. È un calcolo verosimile?

Hanno più di un anno questo è vero, ma non è un’operazione semplice. Prendiamo ad esempio gli Stati Uniti e la Russia: entrambe hanno dichiarato che ritarderanno di 10 anni per i rispettivi progetti  di smaltimento delle armi chimiche.

Si riferiva anche al sito nucleare smantellato nel 2012 in Kazakistan i cui lavori sono durati 10 anni?Quello è solo un esempio ma ce ne sono altri su entrambi i territori. Il problema è la difficoltà che l’operazione comporta. In America gli abitanti delle città vicini ai luoghi preposti per lo smaltimento si oppongono a causa del rilascio delle sostanze inquinanti nell’atmosfera.

È anche il fattore economico a ritardare i lavori?

 

 

 


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