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GRECIA/ Deliolanes: dietro gli omicidi politici ci sono i poteri forti dell’Europa

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Una manifestazione in Grecia (Infophoto)  Una manifestazione in Grecia (Infophoto)

E’ questo il vero scopo degli omicidi avvenuti negli ultimi due mesi per le strade di Atene. Ciò si inserisce in un contesto politico molto delicato per l’intero Paese.

 

Ci spiega qual è la posta in gioco?

Il governo Samaras è estremamente debole e si trova sempre sul punto di cadere. Sia i nostri partner europei sia gli Stati Uniti si sono resi conto del fatto che il loro vero interlocutore è la sinistra di Syriza che otterrà la maggioranza nella prossima legislatura. Da un lato quindi è in atto un tentativo di intimidire Samaras. L’obiettivo è convincere l’attuale premier del fatto che non deve azzardarsi ad alzare la voce per cercare di fare ragionare la Trojka, in modo che non imponga nuove misure di austerità. Queste ultime spingerebbero il Paese nel caos, in quanto la nostra società non sarebbe in grado di reggerle, ma il rischio è che la Trojka prosegua comunque su questa strada.

 

A che serve minacciare un governo che rischia ogni giorno di cadere?

Proprio per questo, in realtà il vero destinatario degli avvertimenti è Syriza. Qualcuno dall’estero vuole fargli comprendere che se dovesse osare ergersi a paladino dei diritti dei greci qualcuno farà in modo che all’interno del Paese si trovi ad avere un fronte molto più violento e pesante con il quale dovrà fare i conti. Il messaggio del duplice omicidio di sabato era evidentemente questo, a prescindere da chi siano stati i suoi esecutori materiali. I sospetti della polizia sono rivolti verso un determinato gruppo anarchico-insurrezionalista-nichilista. Ma di fatto si tratta di un’area che può essere usata e strumentalizzata molto facilmente per compiere qualsiasi azione violenta e destabilizzante.

 

Come valuta invece l’irruzione della polizia nella sede ERT di Atene?

Ci troviamo di fronte a un governo con gravi problemi di consenso, stabilità, strategie e programma. E’ un governo in preda al panico, che vuole assolutamente controllare qualsiasi tipo di informazione. Quindi anche l’ultima “scintilla” di informazione non controllata, rappresentata negli ultimi 5 mesi dall’Ert autogestita, era vista come una sfida e una minaccia.

 

Perché arrivare a uno sgombero violento?

Il governo è stato costretto a ricorrere all’unico strumento che gli era rimasto, la polizia. La scena della polizia che fa irruzione in una tv pubblica autogestita con grande consenso e audience è una cosa da regime autoritario arabo. Si tratta di una realtà assolutamente al di fuori di qualsiasi concezione uno possa avere della democrazia europea, e che trovo davvero triste.

 

(Pietro Vernizzi)



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