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SIRIA/ Pregliasco: la poliomielite "di guerra" può arrivare in Europa, e l'Italia...

Pubblicazione:lunedì 11 novembre 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 11 novembre 2013, 9.57

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Sì. In questi casi si fanno delle campagne di vaccinazione, gli operatori Onu entrano nei paesi e viene fornito un vaccino per tutti, adulti e bambini, poiché le probabilità che possano contrarre la malattia è pressoché identica.

 

Il virus potrebbe tornare alla ribalta anche in Europa? Qual è la situazione dell’Italia?

Il problema esiste poiché la Siria è vicina. Bisogna tenere conto dello spostamento di persone che certamente non viaggiano in “business class”. L’Italia, la Spagna, il Portogallo e la Grecia dedicano un’attenzione particolare alla poliomelite rispetto agli altri paesi, perché hanno fatto una scelta che ad alcuni può sembrare impopolare: quella della vaccinazione obbligatoria per i cittadini. Ad esempio, i bambini, per essere iscritti a scuola, devono dimostrare di essere vaccinati.

 

Quali sono le politiche sulla vaccinazione da poliomelite negli altri Stati europei?

Negli Stati dell’Unione c’è una sovrastima degli effetti avversi della vaccinazione, peraltro mai dimostrati scientificamente, che stanno creando un po’ di disattenzione. Non vige l’obbligatorietà ma vengono prese delle misure comunque efficienti.

 

Quale la sua personale previsione alla luce di quanto detto finora?

La potenzialità di rischio c’è, ma l’Europa come tale dispone di reti nazionali e sovranazionali che, grazie all’esperienze passate, hanno tutte le caratteristiche per poter sorvegliare e contenere la malattia. Anche la Siria, se accetta l’assistenza dell’Organizzazione mondiale della Sanità, potrebbe dare un duro colpo alla diffusione del virus. Il problema è identificare un’entità politica in grado di dettare una linea guida valida per tutti, mi riferisco ai vari gruppi che si contendono il potere.

 

(Mattia Baglioni)



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