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SIRIA/ Pregliasco: la poliomielite "di guerra" può arrivare in Europa, e l'Italia...

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L’incubo della poliomelite ritorna a preoccupare la comunità internazionale. L’allarme rosso parte in sordina dalla Siria ma potrebbe avere un’eco assordante sull’intero territorio europeo. La preoccupazione nasce dalla diffusione del virus nel paese al centro delle cronache per il conflitto tra i lealisti del governo Assad e i ribelli, divisi in più fronti. L’ondata di persone in fuga da un territorio martoriato dalla guerra civile potrebbe contribuire alla propagazione della poliomelite negli Stati adiacenti e in Europa. “Una patologia virale che ha una manifestazione iniziale d’influenza banale, un momento di perdita della capacità e della forza muscolare. Poi vi è un periodo in cui le cose sembrano migliorare, seguito, nel peggiore dei casi, da paralisi, che può riguardare più di un arto”, ricorda il noto infettivologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco, intervistato da Ilsussidiario.net. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un’“azione sistematica dell’Organizzazione mondiale della Sanità, implementata a livello nazionale in Europa e in America del Nord, per arrivare all’eliminazione completa della malattia. L’esito è stato la diminuzione del virus in alcune aree geografiche”. Nel 2002 era stata certificata una situazione di “Polio-Free” sul territorio europeo e nordamericano, attraverso azioni di monitoraggio di tutte le cause di paralisi flaccida. Le aree del mondo in cui il virus è ancora molto presente sono la Nigeria, l’India e il Pakistan. “In Nigeria è particolarmente diffusa poiché l’élite al potere sostiene che il vaccino dei “bianchi” contribuisce a rendere sterili i cittadini e che sia causa di morte prematura”, afferma Pregliasco.

 

Come avviene il contagio?

E’ legato a situazioni ambientali. Il virus è trasmesso attraverso un contatto fecorale e per via orofaringea. Gli agenti patogeni che non sono eliminati nell’intestino sopravvivono nelle feci e sono soggetti alla diffusione nell’ambiente. La circolazione del virus potrebbe derivare dal contatto tra popolazioni nei luoghi in cui la malattia rappresenta ancora una minaccia forte.

 

Si pensa che il virus della poliomelite, che circola in Siria, provenga dal Pakistan. In che modo è riuscito a percorrere questo tragitto?

Possono esserci dei pazienti con un’infezione non evidente che hanno dato l’avvio al contagio tramite la defecazione. Non tutti i poliomielitici mostrano i sintomi di una patologia pesante cui si accennava in precedenza, e quindi possono muoversi agilmente da un paese all’altro.

 

Qual è il fattore che ha permesso la diffusione del virus?

Il problema alla base riguarda il sistema ambientale, cioè un’inadeguatezza delle operazioni di smaltimento per quanto riguarda i liquami (feci, urine, ecc.). La guerra inoltre ha contribuito a diminuire l’efficienza dei servizi. Il diffondersi della malattia è stata agevolata da una percentuale di popolazione, seppur bassa, che non si è vaccinata; in Siria non esiste un’anagrafe vaccinale come in Italia, ad esempio.

 

L’Onu ha intenzione di mettere a disposizione vaccini per 20 milioni di bambini. È un obiettivo raggiungibile?



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